LO SGUARDO LUNGO

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domenica 25 dicembre 2011

La strage di cristiani in Nigeria

Israele ed il popolo ebraico sparso tra le varie comunità del mondo
,conoscono bene l'odio del terrorismo politico ed integralista religioso.
La stessa guerra del Kippur,denominata così in quanto gli arabi scelsero
il giorno più sentito religiosamente dagli ebrei per attaccare
Israele,richiama la vigliaccheria particolare insita in questi
gesti,posto che gli attentati terroristici sono sempre orrendi e vigliacchi.
Le Sinagoghe sono state più volte scosse da atti terroristici : il
terrorismo palestinese colpì anche a Roma,facendo una vittima nel
bambino Stefano G. Tachè (assassinato all'età di due anni).
La nuova strage che in Nigeria, per mano di estremisti islamici,ha
colpito cristiani in preghiera per le ricorrenze natalizie,non può
quindi che trovare particolarmente sensibili e solidali gli ebrei
d'Israele e del mondo,unitamente a tutti gli amici ed a quanti
condividano umani sentimenti didifesa dei diritti basilari dell'uomo.
Gadi Polacco

martedì 20 dicembre 2011

Ha avuto inizio Hanucchà 5772. Auguri da Livorno!

Auguri da Livorno
חנוכה שמח  מליוורנו
La Hanucchià accesa dinanzi al Tempio di piazza Benamozegh (il lume che si accende,progressivamente ,sino alla fine della festa) e le Hanucchioth dei bambini in "materiale di recupero" con Hillà,l'ispiratrice delle realizzazioni.

domenica 18 dicembre 2011

La "festa delle luci" : auguri per Hanucchà

COMUNITANDO
www.livornoebraica.org
(Blog ebraico indipendente a cura di Gadi Polacco)



HANUCCHA' 5772 : LA "FESTA DELLE LUCI" AVRA' INIZIO MARTEDI SERA
Non è la prima volta che da questo spazio ricordiamo come dicembre (spesso perchè in alcuni casi i diversi calendari possono comportare delle sfasature) sia un mese all'insegna della multireligiosità : favorisce infatti  l'incontro tra le feste natalizie,la ricorrenza ebraica di Hanucchà e ricorrenze islamiche (ma ben cercare probabilmente si potrebbero trovare altre anche altri e diversi appuntamenti).

Su alcuni organi d'informazione locali è apparsa,nei giorni scorsi, una lettera di un cittadino livornese che, nel complimentarsi con l'azienda di trasporto locale per la proposta dai propri mezzi di pensieri natalizi provenienti da alcune scuole,lanciava una semplice ma significativa proposta, ovvero ricordare anche le altre feste (citava appunto Hanucchà e le feste islamiche) spronando l'ATL con queste parole: "dai tuoi autobus può essere mostrata la vera Livorno delle tante e diverse -nazioni- . Una ricchezza,questa si,da ostentare con orgoglio"

Il mondo anglosassone è abituato a vedere e capire le varie festività religiose mentre da noi, oggettivamente, ancora molta strada si deve compiere : lettere come quella citata sono un positivo passo in avanti e non è difficile,per giornali,mezzi radiotelevisi, enti pubblici ed istituzioni coglierne e tradurne in pratica il significato.

Sarebbe questa una positiva risposta anche al vento di odio che,or sono pochi giorni, ha turbato anche quella che non è, evidentemente, la "Toscana felix" , rinnovando solidarietà e condoglianze alla Comunità senegalese così barbaramente colpita.

Auguri a tutti, pertanto!





SCHEDA INFORMATIVA DI HANUCCHA' (dal sito www.ucei.it)

La festa delle luci

Chanukkà nel calendario autunnale è preceduta da circa due mesi in cui non c'è alcuna ricorrenza, a parte il sabato e i capomese. Probabilmente anche per questo l'atmosfera è particolarmente allegra e i bambini la aspettano con ansia.
La festa di Chanukkà, tra tutte le antiche ricorrenze ebraiche, è l'unica che non affondi in qualche modo le sue radici nella Bibbia e nei suoi racconti; è una festa stabilita dai Maestri del Talmud e ricorda un avvenimento accaduto in terra di Israele, nel 168 a.e.v.
Antioco Epifane di Siria - ottavo re della dinastia seleucide, erede di una piccola parte dell'Impero appartenuto ad Alessandro Magno - voleva imporre la religione greca alla Giudea. Le mire di ellenizzazione furono contrastate e impedite da Mattatià, un sacerdote di Modiin della famiglia degli Asmonei che insieme ai suoi sette figli, diedero avvio alla rivolta.
Chanukkà è conosciuta anche come la festa del miracolo dell'olio: quando dopo una strenua battaglia, il 25 di Kislev di tre anni dopo (165 a.e.v.), il Tempio fu riconquistato, si doveva procedere alla riconsacrazione. Nel Tempio però fu trovata una sola ampolla di olio puro recante il sigillo del Sommo Sacerdote. Per la preparazione di olio puro (viene considerato olio puro quello raccolto dalle prime gocce della spremitura delle olive) occorrevano otto giorni. Nel trattato talmudico di Shabbat (21b) leggiamo del grande miracolo che occorse: l'olio che poteva bastare per un solo giorno, fu sufficiente per otto giorni, dando così la possibilità ai Sacerdoti di prepararne dell'altro nuovo. In ricordo di quel miracolo, i Saggi del Talmud istituirono una festa di lode e di ringraziamento al Signore che dura appunto 8 giorni: Chanukkà che letteralmente, significa "inaugurazione".
La prima sera della festa si accende un lume su un candelabro speciale a nove bracci, e ogni sera, per otto giorni, se ne aggiunge uno in più, fino a che l'ottava sera si accendono 8 lumi. Questo candelabro si chiama Chanukkià e può avere diverse forme. L'indicazione è che gli otto contenitori per le candele siano tutti allineati alla stessa altezza e che il nono - lo shammash, il servitore, quello che serve per accendere gli altri lumi - sia in una posizione diversa.
I bambini ricevono regali e in particolare delle trottoline su cui compaiono le iniziali delle parole "Un grande miracolo è avvenuto lì".
Uno dei precetti relativi alla festa è quello di "rendere pubblico il miracolo", per questo si usa accendere i lumi al tramonto o più tardi, quando c'è ancora gente nelle vie, vicino alla finestra che si affaccia sulla strada, al fine di rendere pubblico il miracolo che avvenne a quel tempo. Negli ultimi anni nelle grandi piazze di alcune città italiane, si issa un'enorme Chanukkià i cui lumi vengono accesi in presenza di numerosi intervenuti.

Midrash

"Una volta mentre camminavo in una buia notte vidi un cieco che aveva in mano una torcia. Gli chiesi: " Perché hai in mano questa torcia?" Rispose: "Finchè ho la torcia in mano la gente può vedermi e aiutarmi"
(Rabbi Josè, Meghillà 24b)

Nella foto : la Hanucchià dinanzi al Tempio di Livorno completamente accesa

mercoledì 14 dicembre 2011

Solidarietà con la Comunità senegalese e con gli obbiettivi degli estremisti di Roma,con un plauso alle Forze dell'Ordine per gli arresti romani.

COMUNITANDO
www.livornoebraica.org
(Blog ebraico indipendente a cura di Gadi Polacco)

Da ebreo e da liberale,invariando l'ordine dei termini il risultato non cambia, sono doppiamente solidale con la Comunità senegalese, colpita a Firenze da una follia omicida che si nutre,però, di un clima  xenofobo che percorre il nostro Paese,anzi il continente europeo : la cosiddetta "Toscana felix" non è stata risparmiata.

Se non fosse per le vittime di ieri la cosa più aberrante sarebbe però  il fiorire di condivisione ed esaltazione che è possibile rilevare, in internet ,intorno a figuri simili all'assassino di Firenze ed associazioni di impronta xenofoba ed antisemita.

La strage fiorentina corre in parallelo con l'operazione di polizia che ,a Roma, ha portato in carcere cinque appartenenti al gruppo di estrema destra Militia, facendo trapelare (all'insegna dell'antisemitismo che contraddistingue simili formazioni)  intenti ostili nei confronti del Presidente della Comunità Ebraica capitolina ,Riccardo Pacifici, e di esponenti politici nazionali e cittadini evidentemente ritenuti,da queste menti deviate,"collusi" con il mondo ebraico.

La solidarietà nei confronti delle persone prese di mira da tali organizzazioni si accompagna al plauso per l'operato delle Forze dell'Ordine.

Gadi Polacco



lunedì 14 novembre 2011

Concerto,di musiche sinagogali di Livorno, 20.11.11, invito

COMUNITA' EBRAICA DI LIVORNO
CORO "ERNESTO VENTURA"
con la partecipazione della Loggia Benè Berith "Isidoro Kahn"

Concerto
di musiche sinagogali di Livorno
in memoria del compianto
PAOLO TOAFF (z.l.)
DIRETTORE
PAOLO FILIDEI
20 Novembre 2011 ore 16.00
Centro Artistico "Il Grattacielo"
Via del Platano, 6 Livorno


PROGRAMMA
Ore 16.00 discorsi di saluto
Romemù
Lamnatzeach
Rau Banim
Yeallelù
Kaddish (solista)
Ashkivenu (versione di E. Lattes)
Shir Ha-ma'alot
Vaanì
Attà Oreta
Halleluyà

Membri del coro
Soprani Valentina Borghini, Anna Orefice, Lidia Orefice, Daniela Mosseri
Paola Samaia
Contralti Marta Cohen, Piera Grosso, Fernanda Maisto
Tenori Michael Kahn, David Novelli, Gadi Polacco, Riccardo Voliani,
Livio De Pas, Nedo Piperno
Bassi Daniele Bedarida, Davide Bedarida, Duccio Bedarida,
Valter Borghini
Solista Daniele Bedarida

martedì 18 ottobre 2011

Celebrata anche a Livorno la liberazione di Gilad Shalit

COMUNITANDO
www.livornoebraica.org
(a cura di Gadi Polacco)


CELEBRATA ANCHE A LIVORNO LA LIBERAZIONE DI GILAD SHALIT
Cerimonia al Tempio e poi festa nella Succà, la capanna adibita per la festività di Succot

A rendere evidente la solennità dell'avvenimento,seppur vissuto informalmente come una festa, le bandiere d'Italia e d'Israele che sventolavano dai pennoni della Comunità Ebraica,a significare la gioia per la liberazione di Gilad Shalit ricordando la grande solidarietà, politicamente trasversale,che la sua causa ha ricevuto in Italia.

Iscritti ed altri amici d'Israele si sono ritrovati dapprima nel Tempio, per una breve cerimonia e per la preghiera serale di Arvit, per poi trasferirsi nella Succà, la capanna che ogni anno viene eretta nel periodo della festa di Succot (in corso in questi giorni) per ricordare appunto il permanere del popolo ebraico nelle capanne,prima di essere condotto nella terra d'Israele a seguito della liberazione dalla schiavitù d'Egitto.

Un corale brindisi ha dato inizio alla fase conviviale della serata, proseguita poi con musica e balli folcloristici.

La gioia per questa giornata indimenticabile non ha certamente fatto dimenticare quanto drammatica e coraggiosa sia stata la decisione dello Stato d'Israele, nel rilasciare oltre mille detenuti per reati terroristici in cambio di Shalit,ed il dolore impossibile da lenire dei parenti e degli amici delle vittime di quei terroristi.

La scelta israeliana,nella riaffermazione di un concetto di alta civiltà quale quello della difesa ad oltranza anche di una "sola" vita, conforta in simili frangenti e pone drammaticamente in evidenza,per contrasto, l'uso cinico del terrorismo che viene praticato da chi, intriso di fanatismo religioso ed odio, non si perita di mandare a morire premeditatamente i propri figli pur di far strage di inermi civili.

Ringrazio quanti hanno aderito,cosa della quale non dubitavo certamente, all'iniziativa proposta ed hanno partecipato e collaborato all'organizzazione della stessa.

Gadi Polacco




ANCHE A LIVORNO SI FESTEGGIA IL RITORNO ALLA VITA DI SHALIT, SENZA DIMENTICARE LE VITTIME DI QUEI TERRORISTI CHE,IN NOME DEL PREMINENTE VALORE DELLA VITA,ISRAELE HA RILASCIATO

Nessuno potrà restituire a Gilad Shalit i 1941 giorni di prigionia crudele ai quali è stato sottoposto,dopo il suo rapimento in territorio israeliano, dai terroristi di Hamas : le prime notizie che riferiscono di un ragazzo in buona forma,anche psicologica e sempre nella relatività del suo stato,non possono certo cancellare l'ignobile trattamento che lo ha visto,per tutti questi anni, tagliato fuori totalmente dal mondo e dai propri affetti.

Oggi è finalmente il momento di festeggiare il ritorno alla vita di Gilad per il quale,in nome del preminente valore della vita (quello disconosciuto dai terroristi che  uccidono premeditatamente civili e caricano di fanatismo dei deboli affinchè si immolino da "martiri" pur di ammazzare innocenti ), Israele ha acconsentito al rilascio di oltre mille terroristi.

Drammatica decisione,quella dello scambio,sulla quale ha pesato e peserà il ricordo delle vittime di quei terroristi e la consapevolezza del persistente dolore di famigliari ed amici.

La grande lezione che proviene in queste ore da Israele , nonostante il terrorismo,i pericoli sempre persistenti, le minacce continue,i razzi che quotidianamente riceve, è significativamente quella dell'importanza preminente della vita, per la salvaguardia della quale si possono pagare anche costi che possono apparire quantitativamente sproporzionati.

Questo si festeggia in tante parti del mondo ,anche a Livorno,in queste ore.

La causa di Gilad Shalit, anche in Italia ed indipendentemente dalle idee circa la problematica dell'area,è stata sposata trasversalmente da molti : da amici d'Israele non si può che ringraziarli nuovamente per questa scelta non di parte,ma di civiltà.

Per questo possiamo festeggiare, ricordando nel contempo le tante vittime mietute dai terroristi,senza preoccuparci dell'effimera esultanza che,in queste ore,si ostenta tra le fila dei terroristi di Hamas e complici vari.


Gadi Polacco
www.livornoebraica.org


Foto : il saluto a Gilad Shalit del "Jerusalem Post"

mercoledì 12 ottobre 2011

Cambio al vertice dell'Accademia Navale e mondo ebraico livornese

Nel dare il benvenuto,augurandogli buon lavoro nel prestigioso incarico al quale è stato chiamato,,al nuovo Comandante dell'Accademia Navale ,Ammiraglio di divisione Giuseppe Cavo Dragone, un particolare saluto e ringraziamento deve essere rivolto al Comandante uscente, Ammiraglio di divisione Pierluigi Rosati, chiamato ad altro elevato incarico nazionale a Roma.
Con lui, infatti, si sono ulteriormente rafforzati i rapporti con la città, della quale l'Accademia è un fiore all'occhiello, ed all'interno di essa anche con il mondo ebraico.
Il comandante Rosati non ha mai mancato,quando ha potuto stanti i numerosi impegni,di seguire le iniziative della locale Comunità ed anche di associazioni ebraiche attive in città ed ove è stato possibile ha anche fornito preziosa collaborazione (ricordo la presenza della Fanfara dell'Accademia alle manifestazioni della Giornata della Cultura Ebraica 2010  edil Premio letterario dell'Associazione Donne Ebree Italiane che,a novembre,verrà ospitato in Accademiatanto per citare alcuni esempi), lasciando quindi aperta una via che rafforza la visione dell'Accademia quale parte integrante del tessuto cittadino.
Ad entrambi gli Ammiragli,da questo modesto blog ebraico livornese,auguri sinceri di buon lavoro

Gadi Polacco

"Comunitando"
www.livornoebraica.org

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martedì 11 ottobre 2011

L'attesa per la liberazione di Shalit,il lieto fine della vicenda della "Montecristo" ed un'occasione mancata per Livorno

Mentre ci raggiunge l'ottima notizia della liberazione,con arresto dei
pirati che si spera suoni di lezione a simili elementi,della nave
"Montecristo" giunge anche un'altra notizia,da tanti nel mondo attesa da
anni e che speriamo,mi si passi il gioco di parole,non venga nuovamente
disattesa : l'imminente ritorno a casa del soldato israeliano Shalit.
Nato nel 1986 Gilad, questo è il nome del soldato,dal 2006 è ostaggio
dei terroristi palestinesi di Hamas dopo essere stato rapito,peraltro in
territorio israeliano, e poi sottoposto ad un trattamento contrario ad
ogni più elementare concetto di diritto umano.
Isolato dal mondo lui, isolata da lui la famiglia e quanti lo
sostengono, senza alcun rispetto ed anzi con episodi di crudele dileggio
(falsi filmati,annunci inventati e così via).
E' difficile per chi non conosca la realtà israeliana anche avvicinarsi
a quello che è lo stato d'animo attuale di quel piccolo paese nel
quale,per esigenze di difesa ininterrotte dalla sua
fondazione,praticamente non vi è famiglia che non abbia parenti ed amici
nelle forze armate: vi è grande attesa anche fra quanti,ed è
comprensibile,masticano amaro all'idea che centinaia e centinaia di
terroristi ,quindi assassini,vengano liberati in cambio del ritorno a
casa di Gilad.
Ma il valore della vita,anche di una "sola" vita , è talmente importante
in Israele da far digerire anche questo amaro calice : è già
accaduto,anche per riavere dei cadaveri perchè il rispetto per la
persona continua anche dopo la sua dipartita dal mondo terreno.
Nel tempo il sostegno a Gilad è cresciuto,a dispetto dei pacifinti che
guardano solo verso una direzione,e si è propagato nel mondo ed anche in
Italia (ad esempio è cittadino onorario di Roma e tanti altri sono gli
attestati di soladarietà espressi da amministrazioni,comitati e
cittadini) : dal 2008 ho proposto pubblicamente e varie volte che anche
Livorno,la città che si bea sempre delle proprie radici di libertà e
"tolleranza" e che pur stipulò,nel lontano 1962,il primo gemellaggio con
una città israeliana (Bat Yam), desse un segnale di umana solidarietà
nominando anch'essa Gilad proprio cittadino onorario, giusto per
aggiungersi a quel coro internazionale che non ha avuto
paura,indipendentemente dalle idee circa il conflitto in atto nella
regione, di dimostrare che il rispetto per la persona umana oltrepassa
le posizioni di partito o gli ordini di scuderia.
Il silenzio è stato invece totale e certamente,dinanzi all'auspicata
liberazione di questo ragazzo al quale sono stati rubati preziosi anni
di vita, non si potrà che dire "chi se ne frega" se Livorno non ha
trovato il coraggio per fare quanto sarebbe stato coerente con la
propria storia,ma l'occasione è stata decisamente mancata e,a questo
punto, speriamo proprio che Livorno non abbia il tempo per poter
eventualmente rimediare.
Il tempo cìè,invece,per riporre nel'armadio certi slogan che non
corrispondono,evidentemente,alla realtà.
Gadi Polacco
www.livornoebraica.org

giovedì 6 ottobre 2011

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DEL FRATELLO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA GIORGIO KUTUFA'

COMUNITANDO
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Si apprende che è mancato stamani Andrea Kutufà, fratello del Presidente della Provincia .
A Giorgio Kutufà ed a tutti i parenti ed amici dello scomparso vanno le più sincere condoglianze unitamente all'auspicio, secondo l'uso ebraico,che "dal Cielo vi giunga conforto".

Gadi Polacco
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Il mondo ebraico si appresta a celebrare lo Yom Kippur

COMUNITANDO
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(a cura di Gadi Polacco)


Il mondo ebraico si appresta a celebrare il solenne Giorno dello Yom Kippur, detto anche Digiuno d'Espiazione, che avrà inizio nel tardo pomeriggio di venerdi 7 ottobre 2011 per terminare dopo il tramonto del giorno successivo.

"Il dieci del mese di Tishrì cade lo Yom Kippur, giorno considerato come il più sacro e solenne del calendario ebraico.
E' un giorno totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza e vuole l'ebreo consapevole dei propri peccati, chiedere perdono al Signore", spiega il sito dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, "è' il giorno in cui secondo la tradizione il Signore  suggella il suo giudizio verso il singolo. Se tutti i primi dieci giorni di questo mese sono caratterizzati dall'introspezione e dalla preghiera, questo è un giorno di afflizione, infatti in Levitico 23:32 è scritto "voi affliggerete le vostre persone". E' un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento e ci si dedica solo al raccoglimento e alla preghiera; il digiuno che affligge il corpo ha lo scopo di rendere la mente libera da pensieri e di indicare la strada della meditazione e della preghiera.
Prima di Kippur si devono essere saldati i debiti morali e materiali che si hanno verso gli altri uomini. Si deve chiedere personalmente perdono a coloro che si è offesi: al Signore per le trasgressioni compiute verso di Lui, mentre quelle compiute verso gli altri uomini vanno personalmente risarcite e sanate.
Ci si deve avvicinare a questo giorno con animo sereno e fiduciosi che la richiesta di essere iscritti da Dio nel "Libro della vita", sarà esaudita. La purezza con cui ci si avvicina a questa giornata da alcuni è sottolineata dall'uso di vestire di bianco.
E' chiamato anche "Sabato dei sabati", ed è l'unico tra i digiuni a non essere posticipato se cade di sabato (comer accade in questo anno ebraico 5772 nda)
Kippur è forse la più sentita tra le ricorrenze e anche gli ebrei meno osservanti in questo giorno sentono con più forza il loro legame con l'ebraismo. Un tempo, gli ebrei più lontani venivano detti "ebrei del Kippur" perché si avvicinavano all'ebraismo solo in questo giorno.
L'assunzione della responsabilità collettiva è un altra delle caratteristiche di questo giorno: in uno dei passi più importanti della liturgia si chiede perdono dicendo "abbiamo peccato, abbiamo trasgredito....". La liturgia è molto particolare e inizia con la commovente preghiera di Kol Nidrè, nella quale si chiede che vengano sciolti tutti i voti e le promesse che non possono essere state mantenute durante l'anno.
Questa lunga giornata di 25 ore viene conclusa dal suono dello Shofàr, il corno di montone, che invita di nuovo al raccoglimento, e subito dopo dalla cerimonia di "separazione" dalla giornata con cui si inizia il giorno comune.

Midrash (racconto-parabola)

Ogni anno nei giorni del Capodanno e del Perdono nella sinagoga del Baalshem, pregava un paesano che aveva un figlio tardo di mente, che non poteva nemmeno ricordare la forma delle lettere, e tanto meno comprendere il senso delle parole delle preghiere. Quando non aveva ancora raggiunto la maggiore età, nei giorni del Capodanno e del Perdono il padre non lo conduceva con sé in città, perché non sapeva nulla. Ma quando ebbe tredici anni e, secondo le leggi del Signore, aveva raggiunto la maggiore età, il padre lo prese con sé nel giorno del Perdono, perché per ignoranza non mangiasse nel giorno del digiuno.
Il ragazzo possedeva uno zufolo nel quale fischiava sempre quando scendeva nei campi a pascolare le pecore e i vitelli. Se l'era portato con sé senza che il padre se ne accorgesse.
Il ragazzo passò ore e ore nella sinagoga senza sapere che dire. Ma quando, verso mezzogiorno, si cominciò a recitare la preghiera di
Mussaf, disse: "Padre, ho con me il mio zufolo e vorrei suonarlo". Il padre sgomento lo rimproverò e il ragazzo si trattenne. Ma quando, al pomeriggio, iniziò la preghiera di Minhà, egli ripeté: "Padre, permettimi di prendere il mio zufolo". Il padre si adirò e chiese: "Dove l'hai?" e mise subito la mano sulla tasca e ve la tenne. Ma ora risuonava la preghiera finale. Il ragazzo strappò la tasca di mano al padre, tirò fuori lo zufolo e mandò un potentissimo fischio. Tutti ne furono spaventati e confusi. Ma il Baalshem continuò a recitare la preghiera, ancora più rapidamente e agevolmente del solito. Alla fine della giornata disse " E' stato il giovane pastore, con il grido spontaneo del suo cuore, ad aprire le porte del cielo e a permettere che tutte le preghiere dei presenti vi entrassero, infatti le sue ragioni erano le più pure: voleva chiedere perdono al Signore personalmente".


martedì 27 settembre 2011

Il calendario ebraico entra nell'anno 5772

Comunitando - www.livornoebraica.org
Blog a cura di Gadi Polacco

Con inizio la sera del 28 settembre 2011,Rosh Hashana' (Capodanno ebraico), il calendario lunare ebraico entrera' nell'anno 5772.
Inizia cosi' un periodo di importanti solennita' che attraversera' il Giorno del Kippur (Digiuno di Espiazione) per arrivare alla festivita' di Succoth ( "festa delle capanne").
Un periodo quindi di festa ma anche di introspezione e confronto con il prossimo.
Rosh Hashana' terminera' in pratica al tramonto di venerdì 30 settembre e si unira' al giorno festivo ebraico per antonomasia,lo Shabbath (Sabato).
Nelle case ebraiche si terra' quindi il Seder di Rosh Hashana',cena festiva nella quale si uniranno a nove bocconi (fichi,zucca,finocchio,porri,bietola,datteri,melograno, pesce ed una simbolica "testa d'agnello") altrettante formule di buon augurio per il nuovo anno: le singole formule si ricollegano ai relativi bocconi talvolta per il simbolismo che rivestono e talvolta per richiamo alla radice ebraica dei termini stessi..
Particolarmente solenni le funzioni nelle Sinagoghe.
Un felice e dolce buon anno ("shana' tova' umetuka' " ) a tutti!

sabato 10 settembre 2011

domenica 4 settembre 2011

Il maltempo non prevale : un successo la Giornata della Cultura Ebraica a Livorno

Grande partecipazione di pubblico,sfidando il maltempo,alle varie iniziative livornesi per la Giornata Europea della Cultura Ebraica.
Assai partecipate le visite,organizzate in collaborazione con Amaranta Service,al Tempio di piazza Benamozegh,al cimitero storico ed al Museo di via Micali.
Nel pomeriggio si e' andati oltre il tutto esaurito al Museo di via Micali dove sono intervenuti il Prof. Bruno Di Porto. e poi la Prof.sa Daniela Sarfatti Mosseri che ha sfidato con successo il temporale scatenatosi a meta' della sua relazione : per entrambi,stante il consenso riscosso, e' stato deciso di riprendere ed ampliare gli argomenti trattati.
Dopo un rinfresco anche assai apprezzato, chiusura finale con il coinvolgente concerto del gruppo "Shirim" .
Nel folto pubblico il Sindaco Cosimi e l'Assessore alle Culture del Comune,Mario Tredici.
Ha coordinato il programma il Cons.alla cultura della Comunita',Gadi Polacco ,unitamente al Vicepresidente Silvia Ottolenghi Bedarida ed al Cons. Novelli.
Indirizzi di saluto sono stati altresi' rivolti dal Rabbino e dal Presidente della Comunita'.
Il successo di questa Giornata,dovuto al lavoro di squadra svolto da tanti collaboratori e volontari ai quali e' stato rivolto un sentito ringraziamento,segue a quello dell'edizione 2010 (anno che vide Livorno capofila per l'Italia) e precede quello che sara' il significativo appuntamento del 2012 quando la Giornata della Cultura Ebraica coincidera' praticamente con il 50mo anniversario del Tempio Maggiore.

venerdì 19 agosto 2011

Il 21 agosto il primo anniversario della scomparsa di un sincero amico,il Vescovo Alberto Ablondi

COMUNITANDO
www.livornoebraica.org
(a cura di Gadi Polacco)


שלום אלברטו - Shalom Alberto

Con questo ultimo saluto,il 23 agosto 2010 data dei funerali,ci congedammo da un amico che in ogni occasione, lieta o meno che fosse,è stato vicino al mondo ebraico ed alla Comunità livornese in particolare : pochi giorni dopo, in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica che vedeva Livorno capofila per l'Italia, lo ricordammo in quel Tempio nel quale,come altre volte,non sarebbe certamente mancato se la malattia non avesse posto termine ai suoi giorni terreni.

Nel'approssimarsi dello Shabbath, il Sabato ebraico,che avrà termine a ridosso del primo anniversario della sua scomparsa, è nuovamente con le parole del Rabbino Prof. Giuseppe Laras, Presidente Emerito dell'Assemblea Rabbinica Italiana e che intensi rapporti ebbe con lui, che ricordiamo il Vescovo Alberto Ablondi:

"Ho conosciuto, quando ero il Rabbino della Comunità di Livorno, il carissimo Vescovo Alberto Ablondi, con il quale ho intrattenuto per anni rapporti di stima, amicizia e collaborazione nell'ambito del Dialogo ebraico-cristiano, di cui lui è stato un fervente, convinto e coraggioso esponente.
Si tratta di una perdita grave, anche e soprattutto per gli ambienti del Dialogo.
Monsignor Ablondi era difatti un uomo che sapeva trasmettere forte entusiasmo, simpatia e grande fiducia.
Desidero, in quest'ora di tristezza, far sentire al Vescovo e alla Comunità Cristiana livornese tutta, i miei più vivi sentimenti di partecipazione, cordoglio e vicinanza, elevando a Dio una preghiera fervida affinchè il ricordo e l'opera di questo grande pastore contribuiscano sempre più a seminare e a diffondere sentimenti di fraternità, di amicizia e di pace tra le persone.
Possa essere il suo ricordo di benedizione".

Sentimenti e pensieri sempre validi anche a distanza di un anno.

Gadi Polacco



venerdì 12 agosto 2011

Il Mosè versione Bin Laden...

Non ho visto il contestato "Mosè" rossiniano,andato in scena a Pesaro,nel quale pare che gli ebrei vengano accostati a terroristi islamici e si faccia ampio (ab)uso di maschere antigas, cosiddetti "kamikaze",ecc.
Bastano però le cronache ed anche le non certo accomodanti dichiarazioni lette nei media ed attribuite al regista Graham Vick per inquadrare quanto squallida sia stata la messa in scena che ha stravolto il "Mosè in Egitto" e che mi irrita doppiamente.
Siamo infatti  ben lontani dallo spirito, rappresentato dalla famosa "Preghiera " ("Al tuo stellato soglio...") che faceva scrivere al musicologo  Roncaglia che
"
Essa rientra nel numero dei canti che, con le famose preghiere verdiane, risvegliarono la coscienza nazionale, «rialzando le teste curvate», e dei quali il Giusti diceva che parevano "come di voce che si raccomanda, d'una gente che gema in duri stenti e de' perduti beni si rammenti"
, concetti che attengono alla libertà e che certo non si sposano con la pratica del terrorismo e del vile attentato ai civili inermi tipico di questa aberrante  pratica..
Significativamente Toscanini volle che questa splendida pagina musicale entrasse a far parte del programma con il quale inaugurò nuovamente il Teatro alla Scala nel 1946,dopo i danneggiamenti patiti durante la guerra.

Ma la cosa mi irrita anche quale appassionato d'opera che non sopporta le incursioni che registi,scenografi ma talvolta  anche certi direttori e cantanti compiono su capolavori che,in quanto tali, non hanno bisogno di "riletture" presuntuose e ancor di meno di "rivisitazioni".
Vuole un adagio popolare che a fare i critici siano in genere cantanti falliti ma,evidentemente,la frustrazione colpisce anche altre categorie del bel canto che altro non avrebbero da fare che cercare di eseguire al meglio quanto altri,evidentemente assai più dotati, ci hanno fortunatamente lasciato
.
Gadi Polacco





giovedì 11 agosto 2011

AUGURI A DOCTOR KEBAB CHE SI SPOSA IN ISRAELE: NUMEROSA LA PRESENZA LIVORNESE PREVISTA AL MATRIMONIO.

Comunitando
www.livornoebraica.org
(a cura di Gadi Polacco)

AUGURI A DOCTOR KEBAB  CHE SI SPOSA IN ISRAELE: NUMEROSA LA PRESENZA LIVORNESE PREVISTA AL MATRIMONIO.

Tra i pionieri del kebab a Livorno, in versione kasher (secondo le norme alimentari ebraiche), Doctor Kebab al secolo Gabriele Maisto convola a nozze domenica,in Israele, con Sharon De Jong.
Classe 1981, Gabriele per anni ha arricchito con le sue originali e gustose proposte enogastronomiche ebraiche e mediorientali tante manifestazioni livornesi,"sconfinando" spesso,impareggiabilmente coadiuvato da mamma Fernanda e dai collaboratori che,dal locale di Corso Amedeo,hanno contribuito a questa innovativa ed importante esperienza.
Intrapreso un nuovo percorso di vita ecco ora una tappa fondamentale per questo livornese doc dalla mentalità aperta al mondo.
Il conto alla rovescia è già iniziato con la cerimonia della "henna" ,in versione yemenita in ossequio alle origini familiari,da parte di madre,della sposa: la "henna" è un antico rituale,fatto risalire all'età del bronzo,che precede di qualche giorno il matrimonio ed è tradizione diffusa,a seconda delle provenienze geografiche,nel mondo ebraico.
Numerosa la delegazione livornese che parteciperà fisicamente alla cerimonia nuziale ,ma assai più ampio è il numero di quanti parteciperanno con il pensiero,nell'attesa di poter salutare gli sposi in una prossima occasione livornese.
Da "Comunitando" un grande augurio di "mazal tov" , buona fortuna, e complimenti agli sposi e famiglie,con un particolare pensiero per mamma Fernanda ed un ricordo per babbo Aldo che sarà anche presente nel cuore di quanti lo hanno conosciuto ed apprezzato.

(Nella foto : gli sposi con abiti che richiamano alla tradizione ebraica yemenita ed un altro livornese doc, Simone Cabib,che ha poi postato l'immagine su Facebook)

giovedì 4 agosto 2011

IL RABBINO DI SEGNI RITICO CIRCA IL PARAGONE TRA CROCE CRISTIANA E YOM KIPPUR ( GIORNO DEL DIGIUNO DEL KIPPU)

Dal sito della Comunità Ebraica di Roma

Il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha rilasciato un’intervista all’Osservatore Romano, in cui ha spiegato di non essere d’accordo con il paragone fatto dal cardinale Kurt Koch fra la croce cristiana e lo Yom Kippur.

Dall’Ansa:

L’accostamento fatto dal cardinale Kurt Koch, capo dicastero vaticano per il dialogo ecumenico, tra la croce cristiana e la festività ebraica dell’espiazione, lo Yom Kippur, non è andato giù al rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che sull’Osservatore Romano di domani avverte che chi sostiene il dialogo tra cattolici ed ebrei deve evitare il ricorso a simboli non condivisi. All’origine della querelle c’è l’articolo del card. Koch sull’Osservatore del 7 luglio scorso sui significati della Giornata interreligiosa di preghiera per la Pace di Assisi del prossimo 27 ottobre, in cui il porporato svizzero scriveva che la croce di Gesù ”si erge sopra di noi come il permanente e universale Yom Kippur”, e ”pertanto la croce di Gesù non e’ di ostacolo al dialogo interreligioso; piuttosto, essa indica il cammino decisivo che soprattutto ebrei e cristiani (…) dovrebbero accogliere in una profonda riconciliazione interiore diventando così fermento di pace e di giustizia nel mondo”. Secondo Di Segni, però, ”ferma restando la condivisione degli obiettivi di pace e giustizia”, queste parole, ”benché ispirate da fraternità e da buona volontà, se non vengono spiegate meglio, possono denunciare i limiti di un certo modo di fare dialogo da parte cristiana”. Di Segni contesta in particolare la proposta di Koch ”all’interlocutore ebreo di farsi indicare ‘il cammino decisivo’ da simboli che non condivide. Tanto piu’ quando questi simboli vengono presentati come sostituzioni, con valore aggiunto, dei riti e dei simboli in cui crede l’interlocutore”. ”Il credente cristiano – spiega il Rabbino Capo di Roma – può certamente pensare che la Croce rimpiazzi in modo permanente e universale il giorno del Kippur, ma se desidera dialogare sinceramente e rispettosamente con l’ebreo, per il quale il Kippur rimane parimenti nella sua valenza permanente e universale, non deve proporre all’ebreo le sue credenze e interpretazioni cristiane come indici del ‘cammino decisivo”. ”Perché allora veramente – prosegue – si rischia di rientrare nella teologia della sostituzione e la Croce diventa ostacolo. Il dialogo ebraico-cristiano soffre inevitabilmente di questo rischio, perché l’idea della realizzazione delle promesse ebraiche e’ base della fede cristiana; quindi l’affermazione di questa fede contiene sempre un’implicita idea di integrazione, se non di superamento della fede ebraica”. Secondo Di Segni, ”la lingua del dialogo deve essere comune e il progetto deve essere condiviso. Se i termini del discorso sono quelli di indicare agli ebrei il cammino della Croce, non si capisce il perché di un dialogo e il perché di Assisi”. Sull’Osservatore di domani compare anche la replica di Koch, secondo cui ”non si intende sostituire lo Yom Kippur ebraico con la croce di Cristo, anche se i cristiani vedono nella croce ‘il permanente e universale Yom Kippur”’. La questione, comunque, ”non e’ sicuramente un ostacolo al fatto che cristiani ed ebrei, nel reciproco rispetto davanti alle rispettive convinzioni religiose, s’impegnino a promuovere la pace e la riconciliazione e s’incamminino insieme, così, verso Assisi”.


lunedì 11 luglio 2011

Concorso "Judaism in the age of new media" del Cdec : ben due livornesi in finale.

In vista della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2011 (anno ebraico
5771) il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (Cdec),
fondazione nazionale legata all'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
con sede a Milano,ha bandito un corcorso fotografico aperto a chiunque
interessato sul tema: "Judaism in the age of new media. New tools of
communication, representation and exchange". Alle immagini veniva
richiesto di mettere in luce come gli ebrei utilizzino le nuove tecniche
di comunicazione e come il mondo ebraico in generale si rapporti con i
nuovi strumenti multimediali.
A selezionare le 30 foto finaliste è stata un'apposita commissione
composta da esperti della comunicazione, dell'arte e della fotografia :
le foto saranno esposte in occasione della Giornata Europea della
Cultura Ebraica, il 4 settembre 2011, a Milano ma saranno anche visibili
accedendo al sito della Fondazione www.cdec.it .

La Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea - CDEC
onlus è un istituto storico culturale indipendente e senza fini di
lucro, con personalità giuridica, riconosciuto con DPR 17 aprile 1990,
con sede a Milano ed avente per scopo, secondo il suo primo Statuto del
1957, "la ricerca e l'archiviazione di documenti di ogni tipo
riguardanti le persecuzioni antisemite in Italia e il contributo ebraico
alla Resistenza" e la loro divulgazione.

Nel 1986, dopo vari ampliamenti, il CDEC si è costituito in Fondazione
Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – CDEC.

La Fondazione CDEC rappresenta oggi il principale istituto italiano di
storia e documentazione dell'ebraismo contemporaneo in Italia. Svolge in
particolare attività di ricerca scientifica e divulgazione sulla storia
degli ebrei in Italia in età contemporanea, la Shoah, la memoria e la
didattica della Shoah in Italia, l'antisemitismo e il pregiudizio dal
secondo dopoguerra ai giorni nostri. Lo studio e la conoscenza di questi
temi vengono promossi attraverso un'ampia gamma di attività e
iniziative, fra cui:

- Acquisizione e conservazione di documenti d'archivio, fotografie,
pubblicazioni, materiali audiovisivi;

- Convegni, mostre, rassegne documentarie e cinematografiche;

- Seminari e corsi di aggiornamento, conferenze, iniziative di studio;

- Orientamento e consulenza a studiosi e istituzioni, nazionali e straniere;

- Pubblicazioni, realizzazione di mostre e documentari.

La Fondazione CDEC, per statuto, è soggetta alla vigilanza dell'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane (art. 17) nonché del Ministero per i
Beni e le Attività Culturali (art. 18).
Dal 1984 la Fondazione CDEC è inserita nella tabella degli istituti
culturali di rilevante interesse nazionale sostenuti dal Ministero per i
Beni e le Attività Culturali.
Nel 1992 l'Archivio della Fondazione è stato dichiarato di "notevole
interesse storico" dalla Soprintendenza per i Beni Archivistici della
Lombardia.

Quale consigliere della Fondazione per conto dell'Ucei, con grande
piacere anticipo che ben due artiste livornesi, Giuliana Ghelarducci e
Mariangela Braghieri, sono entrate nella top 30 delle immagini ,
selezione dalla quale uscirà la fotografia vincitrice (sono previste
altre menzioni).

Una soddisfazione per la nostra città e,pertanto, forza Giuliana, forza
Mariangela e....forza Livorno!

Gadi Polacco

Comunitando
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mercoledì 29 giugno 2011

L'UNIONE DELLE COMUNITA' EBRAICHE ITALIANE HA ISTITUITO UNA COMMISSIONE NAZIONALE SULLA LAICITA' DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE E LE SCUOLE EBRAICHE


L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, anche a seguito dei positivi esiti e degli stimoli evidenziatisi nel corso di una specifica giornata di studio tenutasi a Roma il 12.06.11, ha deciso di istituire una Commissione Nazionale "sulla laicità delle istituzioni pubbliche e le scuole ebraiche", temi di primo piano all'interno del dibattito in corso nel mondo ebraico italiano.

Coordinata dal Consigliere Raffaele Turiel ,sono stati chiamati a far parte della Commissione : Gadi Polacco , Consigliere CDEC (Centro di documentazione ebraica contemporanea) e confermato Consigliere della Comunità Ebraica di Livorno che spesso ha curato interventi sulla laicità per conto dell'Unione, Saul Meghnagi saggista, pedagogista e Presidente dell'Ass. "Hans Jonas", Ruth Dureghello Assessore alle Scuole della Comunità Ebraica di Roma, Marta Morello Preside della Scuola Ebraica di Torino, Paola Sereni insegnante e già preside delle scuole ebraiche di Milano e Claudia De Benedetti Vicepresidente in carica dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Dopo un percorso di approfondimento la Commissione redigerà una relazione con proposte operative che saranno alla base delle determinazioni che assumerà l'Unione.

lunedì 27 giugno 2011

Una dichiarazione ritenuta incauta dell'Ambasciatore israeliano in Vaticano

Da Ynetnews si ricava questo articolo riguardante quella che appare,nei commenti riportati e sembrerebbe anche nella stessa ammissione del diplomatico, un'incauta valutazione storica.

Envoy backtracks on praise of Pius XII

After creating storm of controversy within Jewish world, Israeli ambassador to Vatican says his judgment was 'historically premature'
Reuters

An Israeli official who caused a storm in the Jewish world by praising Pope Pius XII for saving Jews during World War II backtracked on Sunday, saying his judgment was "historically premature".

 

The comments made last Thursday by Mordechai Levy, the Israeli ambassador to the Vatican, were some of the warmest ever made by a Jewish official about Pius. Most have been very critical of his record.

In an indication of how sensitive the subject of Pius is among Jews, Levy was quickly assailed by some Jewish groups, including Holocaust survivors.

 

In a statement issued in what appeared to be an attempt to calm the dispute within the world Jewish community, Lewy said his comments were "embedded in a larger historical context".

 

"Given the fact that this context is still under the subject of ongoing and future research, passing my personal historical judgment on it was premature," Levy said.

 

The question of what Pius did or did not do to help Jews has tormented Catholic-Jewish relations for decades and it is very rare for a leading Jewish or Israeli official to praise Pius.

 

Many Jews accuse Pius, who reigned from 1939 to 1958, of turning a blind eye to the Holocaust. The Vatican says he worked quietly behind the scenes because speaking out would have led to Nazi reprisals against Catholics and Jews in Europe.

 

Lewy, speaking at a ceremony to honour an Italian priest who helped Jews, had said Catholic convents and monasteries opened their doors to save Jews in the days following a Nazi sweep of Rome's Ghetto on October 16, 1943.

 

In his speech on Thursday night, Levy said: "There is reason to believe that this happened under the supervision of the highest Vatican officials, who were informed about what was going on."

 

"So it would be a mistake to say that the Catholic Church, the Vatican and the pope himself opposed actions to save the Jews. To the contrary, the opposite is true," he said.

 

'Morally wrong comments'

Elan Steinberg, vice-president of the American Gathering of Holocaust Survivors and their Descendants, called Levy's comments unsustainable.

 

"For any ambassador to make such specious comments is morally wrong. For the Israeli envoy to do so is particularly hurtful to Holocaust survivors who suffered grievously because of Pius's silence," Steinberg said in a statement.

 

Steinberg said Lewy had "disgracefully conflated the praiseworthy actions of elements in the Catholic Church to rescue Jews with the glaring failure of Pope Pius to do so".

 

When Pope Benedict visited Rome's synagogue last year, the president of the capital's Jewish community told him that Pius' "silence before the Holocaust" still hurt Jews because more should have been done.



Many Jews responded angrily last year when the pope said in a book that Pius was "one of the great righteous men and that he saved more Jews than anyone else".


Jews have asked that a process that could lead to Pius becoming a saint in the Roman Catholic Church be frozen until all the Vatican archives from the period have been opened and studied.

 

 

venerdì 24 giugno 2011

Cinque anni or sono Hamas rapiva Gilad Shalit : è possibile un'iniziativa di solidarietà a Livorno?


Cinque anni or sono ,  il 25 giugno del 2006,nella località israeliana di Kerem Shalom non lontana dal confine con quella striscia di Gaza che Israele aveva evacuato un anno prima senza niente ricevere in cambio (nel caso ha poi ricevuto missili premeditatamente lanciati verso insediamente civili),veniva rapito un giovane soldato israeliano
, con nazionalità anche francese, di nome Gilad Shalit.


Da allora quasi nulle sono state le notizie circa questo ragazzo rapito ed ingiustamente detenuto, con buona pace delle più elementari nozioni di rispetto dei diritti civili basilari e la sua sorte sembra non interessare affatto a coloro che invece,con scatto automatico, si ergono fieramente contro Israele (con i suoi pregi ed i suoi difetti isola di democrazia occidentale nell'area) ad ogni occasione,non di rado lavorando anche di fantasia.

Evidentemente Shalit,a certi occhi, ha il difetto di appartenere alla parte "cattiva" e quindi,sembra essere questa la conclusione,si merita quanto gli è accaduto,concetto che marcia terribilmente in parallelo con l'aberrante ,di fatto, giustificazione del terrorismo che alcuni propugnano in quanto sarebbe umana reazione alle difficili condizioni di vita patite (ma questo vale sempre solo per un rovescio della medaglia,quindi non anche per l'altro).

In questi anni, nel corso dei quali un crudele dosaggio di notizie spesso false, di irrisioni ed altre strumentalizzazioni da parte di Hamas e soci hanno caratterizzato la vicenda di Shalit, al quale vengono negati anche i minimi diritti riconosciuti dalle convenzioni internazionali, certi occhi hanno invece gettato uno sguardo a questa triste vicenda e sono sorte (a Roma,in altre parti d'Italia,in Francia ed in molti altri paesi) azioni di solidarietà : esposizioni di foto che ne ricordano l'inumana condizione,al pari di quella patita da tanti attivisti per i diritti umani, manifestazioni ed anche attribuzioni di cittadinanza onoraria per sottolineare che Shalit "è uno di noi",un cittadino che è stato privato,nemmeno sul campo di battaglia,della propria libertà e che viene occultato alla propria famiglia,privato dei propri affetti ed escluso dal mondo.

Ho già avuto modo in passato di perorare un'analoga iniziativa anche da parte della città di Livorno, in verità senza riscontro : torno oggi a farlo  nella speranza che da questa terra che spesso richiama orgogliosamente la propria storia di libertà e "tolleranza" (uso questo termine pur provando una certa allergia) venga un segnale concreto nche per Gilad Shalit.


Gadi Polacco


Comunitando
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lunedì 20 giugno 2011

I LIONS ASSEGNANO AL RABBINO ELIO TOAFF "IL CAPPERUCCIO"

Il "Premio Capperuccio",onorificenza conferita annualmente dal "Lions Club Porto Mediceo" di Livorno a personalità che danno lustro alla città,è stato assegnato ad un livornese per eccellenza,il Rabbino Emerito di Roma Elio Toaff.

La consegna avrà luogo, nella sala delle Cerimonie del Comune di Livorno, mercoledi 22 giugno alle ore 11,00, presenti varie autorità.

Già assegnato al Presidente Emerito della Repubblica Ciampi ed al Vescovo Giusti,il premio è stato quindi destinato a Rav Toaff con la seguente motivazione:

 “I Soci del Lions Club Porto Mediceo al loro eminente Concittadino, il Professor Rav Elio Toaff, per l'encomiabile fede negli ideali altissimi di libertà, democrazia e comunione tra i popoli di qualunque religione, per l'impegno attivo nel dialogo ebraico-cristiano nel quale si è distinto per il suo ruolo di interlocutore attento, sensibile e partecipe, per la costante e profonda corrispondenza con la città natale, Livorno, cui ha saputo conferire, con il suo operato, lustro e prestigio".

Per motivi legati all'età avanzata il Rabbino Toaff non sarà a Livorno per il ritiro del premio ma certamente gradirà particolarmente, tra i molti riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera, questo nuovo riconoscimento proveniente dalla sua città alla quale,pur mancandovi ormai da molti decenni, sempre è rimasto estremamente legato ,sentimento ampiamente corrisposto .

A settembre scorso la Comunità Ebraica, in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica con Livorno città capofila per l'Italia,volle ricordare l'importante operato di Rav Elio Toaff presentando un video-intervista  a lui dedicato.

Comunitando-www.livornoebraica.org si congratula con i Lions di Livorno per la scelta operata ed  esprime sinceri complimenti al premiato.

Hazak Ve'ematz ,quindi, a Rav Toaff *

Gadi Polacco
www.livornoebraica.org

* Formula ebraica di complimento ed incitamento. "Sii forte e coraggioso", ovvero la frase con la quale  Mosè, vicino a terminare la propria missione terrena, "consola" ed incita Giosuè che gli succederà alla guida del popolo ebraico.

domenica 19 giugno 2011

Ma cos'è questa crisi.....alla Comunità Ebraica di Livorno?!

Si ricorderà forse una canzone di successo degli anni Trenta del secolo scorso, scritta da Rodolfo De Angelis (al quale si deve tra l'altro la Discoteca di Stato),dall'accattivante ritornello ironico ( "ma cos'è questa crisi?" ) e dall'ottimistico chiosare "che la crisi passerà"...
Ripresa varie volte in seguito, la canzonetta mi è tornata in mente in questi giorni, peraltro siamo tutti abituati ad avere almeno una "crisi" sempre  in corso, vedendo con quale serrato ritmo la seconda testata giornalistica cittadina batta sull'argomento del dopo elezioni in Comunità talvolta con titoli e richiami,addirittura in locandina, decisamente esagerati e che certamente deluderanno il lettore che poi andasse ad approfondire la cosa,magari attendendosi chissà quali terribili resoconti.
Invece la cosa è,a voler essere obbiettivi ed oggettivi, piuttosto semplice ed assai poco avvincente, certo non diversa da analoghe situazioni verificatesi o che si potranno verificare in tanti altri ambiti associativi,dalla bocciofila di paese in poi.
Non meraviglia comunque il fatto che mezzi d'informazione locali si occupino, come peraltro hanno sempre fatto,delle vicende anche della Comunità ebraica (non si vede perchè dovrebbe essere diversamente e comunque così è,specialmente in un mondo assai variegato anche in fatto di strumenti e mezzi informativi) ma bensì che si cerchi di gonfiarli oltremodo e credo anche inutilmente da un punto di vista di possibile maggiore vendita di copie del giornale.
E' in corso semplicemente un'impasse che deriva da un voto il quale ha espresso,andando al sodo,due linee entrambe legittime per quanto contrapposte.
Non ci sono quindi cospiratori o traditori e nemmeno difensori del bene e del male,ma semplicemente consiglieri che esercitano come loro diritto e dovere il proprio ruolo e,se non ci sarà uno sbocco accettabile da parte di una maggioranza, si farà come avviene in ogni ambito democratico,ovvero rimettendosi al volere degli elettori.
C'è un normalissimo e legittimo ricorso elettorale (poco importa che mi appaia troppo debole nella sostanza perchè possa essere accolto se verrà nel caso portato alla disamina dei Probiviri) come accade non di rado in riferimento ad elezioni democratiche, tali essendo sempre state,anche quando vigevano le leggi fasciste,quelle delle nostre Comunità.
Capisco che ci sia forse da "rimediare" ad un primo articolo che,francamente e detto da lettore anche di quel giornale, si è rivelato disarticolato ed anche disinformato, ma ciò che preoccupa è il fatto che un confronto democratico,magari a tratti anche serrato ma non certo fuori da schemi civili, si possa prestare ad esagerate distorsioni.
Parola di testimone diretto che confida nel fatto che,in qualche modo al quale tutti sopravviveremo comunque,"..la crisi passerà".

Gadi Polacco

Comunitando
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domenica 5 giugno 2011

MiniComunitando Elettorale ELEZIONI ALLA COMUNITA' EBRAICA DI LIVORNO, RISULTATI 2011 VS 2007 (n on ancora in percentuale)

COMUNITANDO
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(a cura di Gadi Polacco)
VOTANTI 2011 :   199             ( 238 NEL 2007)

VOTI 2011 VS VOTI 2007 (TRA PARENTESI)                             
-------------------------------------------------------------------                          
VITTORIO MOSSERI            88           (59)                                                     
DAVID NOVELLI                   56           (84) 
SILVIA O. BEDARIDA          68           ( *  )
SAMUEL ZARRUGH          107           (162)
DANIELE POLACCO            14           ( * )
ALBERTO FUNARO              47          (48)
GIANFRANCO GIACHETTI   85          ( * )
GADI POLACCO                      80        (99)
GUIDO GUASTALLA              38        (86)
ROBERTO MENASCI             34          ( * )

* = non candidato/candidata nel 2007


Risultano eletti :Gianfranco Giachetti, Vittorio Mosseri,David Novelli, Silvia Ottolenghi Bedarida,Gadi Polacco, Samuel Zarrugh.  Alla riunione d'insediamento verranno distribuite le cariche non legate necessariamente all'ordine di preferenza.
    Nei prossimi giorni ci sarà modo di approfondire, percentuali alle mani, l'analisi del voto ed altri aspetti..Da meditare comunque il calo di votanti   registrato, correlabile senza dubbio alla necessità di dedicarsi preminentemente ad un'opera di rinnovato rapporto con tutti gli iscritti e quanti potrebbero esserlo e,per vari motivi,non lo sono.
  Ringrazio personalmente tutti gli elettori, indipendentemente dall'avermi votato o meno, e quanti si sono candidati : spero che il futuro nuovo Regolamento della Comunità che,stante il rinnovato  Statuto approvato in sede nazionale nel dicembre scorso, dovrà necessariamente approntare tramite l'istituzione della Consulta ed incarichi specifici a singoli iscritti possa essere,come mi appare necessario,utile strumento di aggregazione e coinvolgimento.
Leggo nella riconferma decretata dagli elettori un invito a continuare coerentemente alla linea che ho sempre interpretato.
Un grazie infine ai componenti del seggio,della segreteria della Comunità ed al personale tutto per l'impegno posto per organizzare e gestire queste consultazioni.
Un buon lavoro ai colleghi del Consiglio e particolari complimenti ai nuovi entrati,ringraziando anche i Consiglieri uscenti.

Gadi Polacco


Comunità ebraica al voto ed un articolo assai "disarticolato"

COMUNITANDO
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(a cura di Gadi Polacco)
Dunque le operazioni di voto sono in corso alla Comunità ebraica di Livorno e,nel primo pomeriggio, grosso un modo un terzo degli elettori si era recato al seggio di piazza Benamozegh : si potrà votare sino alle 18.00 e quindi in serata si sapranno i risultati.
Dieci i candidati in lizza per i sei posti dei quali si compone il Consiglio d'Amministrazione.
A parte un pizzico di vivacità nei dintorni del seggio,tutto sembra procedere solidamente, sotto la guida del Presidente del seggio, Avv. Beer D'Agostino,e gli scrutatori (Marco Pavoncello,Miranda Schinasi, Marta Cohen Hemsi e Gina Belforte).
Ad occuparsi delle elezioni della nostra Comunità è stata poi oggi "La Nazione" con un articolo in verità assai disarticolato, detto con simpatia ed amicizia,forse non proprio felice risultato di qualche taglio per motivi di spazio.
Vi si immagina una contrapposizione tra due esponenti tipica dei sistemi elettivi presidenziali,mentre la nostra Comunità non vota per liste con un candidato Presidente ma sceglie sei nomi che comporranno il Consiglio all'interno del quale nominare poi tutte le cariche previste.
Nessun cenno agli altri otto candidati,a parte un passaggio che vede all'orizzonte una candidatura "guastafeste",ed anche qualche errore (ad esempio nel descrivere il voto per corrispondenza che segue modalità diverse da quelle descritte).
Pure la cronologia di alcuni eventi,peraltro già difficile da comprendere senza i dovuti approfondimenti,non è proprio impeccabile.
Insomma,non proprio un pezzo da bacheca che non salva nemmeno la dotta citazione finale di Marziale in latino, purtroppo naufragata in una chiosa dal sapore snob : "la traduzione non è necessaria per i due colti "avversari",ma non tutti sono colti,non tutti sono avversari".
E' vero, così come è vero che non tutti sono Montanelli il quale  citava spesso,anche a se stesso,il motto di Webb Miller, noto giornalista di guerra americano: "scrivi in modo che ti capisca un lattaio dell'Ohio".
Anche perchè se ha comprare i quotidiani fossero solo i "latinisti"....sempre detto con simpatia e stima.

(Nella foto di "Comunitando" : un elettore al seggio)


venerdì 3 giugno 2011

TUTTO ESAURITO PER IL CONCERTO DEL 150° AL NUOVO TEATRO DELLE COMMEDIE,PROTAGONISTI IL CORO EBRAICO "E.VENTURA" E L'ENSEMBLE DI FIATI DELL'ISTITUTO MUSICALE MASCAGNI

Il 03/06/2011 15.46, Segreteria1 ha scritto:
COMUNITANDO
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(a cura di Gadi Polacco)


Tutto esaurito il 2 giugno sera, al Nuovo Teatro delle Commedie, per il concerto per il 150° dell'Unità d'Italia tenuto dal Coro Ebraico "Ernesto Ventura" e dall'Ensemble di fiati dell'Istituto Musicale Mascagni di Livorno.

A dirigere il concerto il Maestro Paolo Filidei, con interventi sulla musica ebraica livornese ed i rapporti tra musicisti ebrei livornesi e Risorgimento del musicologo Fulvio Venturi.

Tra le autorità presenti l'Assessore Nebbiai e l'Ammiraglio Rosati.

Si sono alternati brani corali  (accompagnati alla tastiera ed in alcuni casi dall'Armonium del Tempio appositamente trasferito in teatro) con strumentali,tutti tratti dalla ricca produzione ebraica livornese, oltre a pezzi che hanno visto il coro accompagnato egregiamente dai ragazzi dell'Ensemble di fiati dell'Istituto Mascagni i quali hanno anche dato ottima prova delle proprie capacità eseguendo tre brani ,su antiche musiche del repertorio sefardita labronico, appositamente arrangiati.

Una serata di approfondimento culturale ma anche di riprova,qualora ve ne fosse bisogno,dell'importanza per la cultura cittadina dell'Istituto Mascagni messo purtroppo in pericolo da tagli finanziari che si spera vengano evitati.


(Foto : un momento del concerto)

lunedì 30 maggio 2011

DOMENICA LE ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO DELLA COMUNITA' EBRAICA DI LIVORNO

Comunitando
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(a cura di Gadi Polacco)
Blog di cose ebraiche livornesi e non solo,con un occhio ad Israele

LA COMUNITA' ALLE URNE PER ELEGGERE IL NUOVO CONSIGLIO

In scadenza il mandato del Consiglio uscente, domenica 5 giugno (pochi giorni prima della festa solenne di Shavuoth* che avrà inizio il 7 giugno sera) gli iscritti alla Comunità ebraica di Livorno , la cui circoscrizione comprende le province di Livorno e Grosseto, sono chiamati alle urne per rinnovare i sei consiglieri che avranno l'incarico di amministrare l'ente per i prossimi quattro anni.

Questa tornata elettorale ha la particolarità di far seguito al recente Congresso dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che ha mutato profondamente il proprio Statuto : pertanto uno dei primi compiti del nuovo direttivo sarà necessariamente quello di dotare la Comunità di un rinnovato Regolamento Interno che si coordini con il nuovo statuto nazionale.

Passo questo non meramente burocratico in quanto le nuove norme che l'ebraismo italiano si è dato, a partire dallo scorso dicembre, affidano diverse scelte alla responsabilità delle singole Comunità territoriali.

Dieci i candidati che si sono presentati con, aspetto sempre positivo, alcuni che per la prima volta si propongono per la carica di consigliere : alla luce di altri incarichi nel frattempo assunti e rinunce a ricandidarsi,il prossimo Consiglio muterà sicuramente,salvo ulteriori cambiamenti che l'elettorato sovrano potrebbe decretare,rispetto a quello eletto nel 2007 ed ora in esaurimento.

Spetterà poi ai nuovi eletti eleggere,al loro interno,le varie cariche.

Particolare interesse sembra essere emerso,verso queste votazioni,nel corso delle assemblee elettorali e nell'ambito dei canali di dibattito interni : rafforzamento del rapporto e del coinvolgimento degli iscritti, anche attraverso una Consulta che aggreghi maggiormente ,adeguamento della struttura comunitaria alle nuove esigenze ed a quelle che si profilano (in campo sociale,culturale,di culto,delle relazioni esterne,ecc) sono apparsi i tratti portanti di un dibattito a momenti anche vivace,come si conviene ad elezioni sentite e partecipate.

Quattro le preferenze esprimibili,in virttù del principio di tutela delle minoranze,scrivendo nome e cognome dei prescelti,

I dati sono previsti come definitivi nella serata stessa di domenica ,una volta scrutinati quelli del seggio presso la Comunità unitamente a quelli pervenuti per corrispondenza.

L'elettore che avesse necessità di una copia del proprio certificato elettorale,può ritirarlo contestualmente alle operazioni di voto che saranno gestite dai volontari,ai quali è giusto indirizzare un sincero ringraziamento, offertisi per formare il seggio.

Gadi Polacco


*Shavuoth
"Settimane". Una delle tre feste di pellegrinaggio che ricorre 50 giorni ("Pentecoste") dopo il primo giorno della Pasqua ebraica. Celebra il dono divino della Torà, la promulgazione dei dieci Comandamenti, ed è la festa del raccolto dei cereali.

venerdì 27 maggio 2011

MASCAGNI E CORO VENTURA IN CONCERTO PER IL 150° DELL'UNITA' D'ITALIA - 2 giugno 2011, ore 21.00 - Nuovo Teatro delle Commedie

CONCERTO PER IL 150° DELL'UNITA' D'ITALIA
Giovedì 2 Giugno 2011 ore 21,00
ENSEMBLE DI FIATI DELL’ISTITUTO MUSICALE PIETRO MASCAGNI
e

CORO ERNESTO VENTURA (DIRETTORE MAESTRO PAOLO FILIDEI)
Commento Storico a cura del musicologo FULVIO VENTURI

NUOVO TEATRO DELLE COMMEDIE, via Giuseppe Maria Terreni 3 - Livorno
Entrata libera sino ad esaurimento posti
Con la collaborazione dell’Istituto Musicale Pietro Mascagni
nell’ambito della manifestazione “Citta in coro 2011”

Il concerto ,incentrato sul contributo storico della musica ebraica livornese,si dividerà in due parti,con la presentazione di brani correlati:
- Le origini sefardite spagnole della musica ebraica livornese e la raccolta di F.Consolo;
- Contaminazioni e rinnovamento della tradizione : gli influssi del melodramma ottocentesco ed il ruolo dei compositori ebrei all'epoca dell'Unità d'Italia

A cura di : Istituto Musicale Mascagni,Coro "Ernesto Ventura", Comune di Livorno, Fondazione Cassa di Risparmi, Nuovo Teatro delle Commedie,Fondazione Teatro Goldoni,Comunità Ebraica di Livorno.


venerdì 22 aprile 2011

Settimo giorno di Pesach,la Pasqua Ebraica,e 25 Aprile : dalla liberazione dalla schiavitù d'Egitto a quella dal nazifascismo

Il 25 aprile il mondo ebraico celebrerà solennemente il settimo giorno del Pesach,la Pasqua Ebraica ,il penultimo della festività: è questo  il giorno in cui avvenne l’apertura del Mar Rosso e nel quale il popolo d’Israele guidato da Mosè, libero  finalmente dall’oppressione egiziana,iniziò a dirigersi  verso il Monte Sinai per ricevere la Torà (Legge).
L’uscita dall’Egitto rappresenta quindi  il concetto stesso di libertà. e,commentano i Maestri, è questo il vero fatto rilevante,ancor  più del pur celebrato miracolo dell'apertura delle acque: libertà che,quale concetto universale,vede il popolo ebraico uscire dalla schiavitù egiziana unitamente ad un folto gruppo di genti varie ,anche in cerca di libertà.
Il ricordo dell'uscita dall'Egitto che ogni ebreo deve cercare di rivivere,durante il Pesach,come se egli stesso vi avesse partecipato,in ossequio alla concezione attiva della storia secondo l'ebraismo che Dante Lattes (z.l.) ben ha descritto nei suoi scritti,si unirà quest'anno anche al ricordo della Liberazione che ci ripropone il 25 Aprile,ancora vivo in tanti che lo vissero direttamente e che ne tramandano il significato.
Se come ebrei fummo liberati una volta dall'Egitto,tappa fondamentale ed ineludibile della storia ebraica,quali ebrei ed italiani viviamo doppiamente la Liberazione dal nazifascismo nel ricordo di quanti (Alleati,Partigiani e Giusti che non si piegarono agli ordini) si opposero alla barbarie.
La solennità del Pesach non ci consentirà ,come ormai tradizione,di sfilare con lo striscione della Brigara Ebraica che combattè per liberare l'Italia ma ci donerà,invece,una triplice motivazione per festeggiare la libertà ritrovata.
Buon Pesach, buona Pasqua e buon 25 Aprile.

Gadi Polacco
www.livornoebraica.org

sabato 16 aprile 2011

Da lunedi sera (18 aprile 2011) inizia Pesach, la Pasqua ebraica : si "incontrerà" con la Pasqua cristiana. Una tipica ricetta livornese-

Avrà inizio la sera del 18 aprile 2011 la festività di Pesach,la Pasqua ebraica dell'anno 5771: nel suo percorso di otto giorni si "incontrerà" quindi con la Pasqua cristiana.
Alle comunità coinvolte,pertanto, COMUNITANDO - www.livornoebraica.org invia i più sinceri auguri!
Gadi Polacco

PESACH (fonte UCEI/Feste ebraiche)

La festa delle azzime

Pesach, la pasqua, è la prima delle tre grandi ricorrenze liete della tradizione ebraica. La festa commemora la liberazione dalla schiavitù d'Egitto, evento che diede origine alla vita indipendente del popolo d'Israele e che fu il primo passo verso la promulgazione della Legge divina.
Inizia il 15 del mese ebraico di Nissàn, nella stagione nella quale, in terra d'Israele, maturano i primi cereali; segna quindi l'inizio del raccolto dei principali prodotti agricoli. è anche nota col nome Hag hamatzot, festa delle azzime. In terra d'Israele Pesach dura sette giorni dei quali il primo e l'ultimo di festa solenne, gli altri di mezza festa. Fuori d'Israele - nella Diaspora - la durata di Pesach è di otto giorni, dei quali i primi e gli ultimi due sono di festa solenne. In ricordo del fatto che quando furono liberati dalla schiavitù gli Ebrei lasciarono l'Egitto tanto in fretta da non avere il tempo di far lievitare il pane, per tutta la durata della ricorrenza è assolutamente vietato cibarsi di qualsiasi alimento lievitato o anche solo di possederlo. Si deve invece far uso di matzà, il pane azzimo, un pane non lievitato e scondito, che è anche un simbolo della durezza della schiavitù.
I giorni precedenti la festa di Pesach sono dedicati a una scrupolosa e radicale pulizia di ogni più riposto angolo della casa per eliminare anche i piccoli residui di sostanze lievitate. Usanza mutuata anche dalla lingua italiana nella quale ricorre spesso l'espressione "pulizie di Pasqua" - sinonimo anche delle "pulizie di primavera".
La prima sera viene celebrato il Seder, in ebraico "ordine", suggestiva cena nel corso della quale vengono rievocate e discusse secondo un ordine prestabilito le fasi dell'Esodo, rileggendo l'antico testo della Haggadah. Si consumano vino, azzime ed erba amara in ricordo dei dolori e delle gioie degli Ebrei liberati dalla schiavitù. Si inizia con l'invito ai bisognosi ad entrare e a partecipare alla cena e si prosegue con le tradizionali domande rivolte al padre di famiglia dal più piccolo dei commensali; la prima di queste è volta a sapere "in che cosa si distingue questa notte dalle altre?". Tali quesiti consentono a tutti i presenti di spiegare, commentare, analizzare i significati dell'esodo e della miracolosa liberazione dall'Egitto, le implicazioni di ogni schiavitù e di ogni redenzione.
I simboli della festa, la scrupolosa pulizia che la precede, il pane azzimo vale a dire il "misero pane che i nostri padri mangiarono" - il Seder, la lettura della Haggadah, fanno sì che ben pochi bambini arrivino all'adolescenza senza conoscere la storia dell'uscita dell'Egitto e senza avvertire che questa è una parte essenziale della loro storia.
La matzà, il duro alimento che sostituisce il morbido e saporito pane di tutti i giorni, sta anche ad indicare il contrasto tra l'opulenza dell'antico Egitto, l'oppressore, e le miserie di chi, schiavo, si accinge a ritrovare appieno la propria identità.
Può anche ricordare che la libertà è un duro pane, così come l'eliminazione dei lieviti può rappresentare la necessità di liberarsi dalla corruzione della vita servile e anche dalle passioni che covano nell'intimo dell'animo umano.

UNA TIPICA RICETTA LIVORNESE
LA RICETTA DELLE "SCODELLINE", TIPICO DOLCE PER PESACH (PASQUA EBRAICA) DELLA TRADIZIONE LIVORNESE (DA ALCUNI RITENUTO DI ORIGINE SPAGNOLA) ED ASSAI DIFFUSO ANCHE ALTROVE:
Dovete avere a disposizione,misura per un commensale, 1 tuorlo d’uovo, 1 cucchiaio di zucchero, 6 mandorle dolci, 1 mandorla amara, 1 albume ogni 5 uova, buccia di limone grattugiata, cannella q.b. Come si preparano: mettete lo zucchero sul fuoco aggiungendo poca acqua e fatelo bollire fino a che attacca, ma facendo attenzione che non si scurisca. Intanto pelate e tritate le mandorle, aggiungetele allo zucchero e, quando il composto avrà cessato di bollire unite i tuorli uno alla volta sempre mescolando. A questo punto togliete dal fuoco diretto e continuate la cottura a bagnomaria, sempre mescolando, preferibilmente in un recipiente di pirex, a fuoco basso per una mezzora e fino a che dal composto non scompaia la schiuma. Addizionate la buccia di limone grattugiata e togliete dal fuoco mescolando finché non si raffredda. Aggiungete le chiare montate a neve, mettete il composto nelle tazzine e spolverate di cannella.
(da www.gustoblog.it )
NDR : in aggiunta a quanto sopra si consiglia,una volta terminata la preparazione, di lasciar "riposare" il tutto al buio (magari coprendo le tazzine con un canovaccio) per un giorno.

venerdì 15 aprile 2011

Kasheruth disorientata

Da www.moked.it

L’ “affaire dolcetti”, caratterizzante Pesach 5771, diviene sempre più emblematico, intrigante e disorientante. Ripercorriamolo in sintesi: il primo passo avviene a febbraio mese nel quale, ad esempio, una Comunità avvisa gli iscritti e anticipa che proporrà delle alternative per Pesach. A ridosso della festa giungono la comunicazione del Rabbino competente per territorio e a ruota l’ulteriore ratifica del Consiglio dell’Assemblea rabbinica. I noti dolcetti non sono dunque kasher per Pesach 5771 nonostante detengano una certificazione estera. Disorientante, come viene commentato, ma chiaro, e occorre riconoscerlo, in controtendenza perché in genere siamo noi italiani a recepire indicazioni di autorità terze.
Accade però poi che da una Comunità arrivi un’indicazione “equivicina” alle due posizioni: l’Assemblea rabbinica vieta ma il prodotto ha la certificazione di un Rabbino evidentemente ritenuto altrettanto autorevole, pertanto ciascuno si regoli con libertà di scelta.
Che dire? Posizione pragmatica (della serie “tanto ciascuno opera come vuole”), rigolettiana (questa o quella per me pari sono), tattica o forse alla Don Abbondio?! Quale sia l’interpretazione preferita il tutto penalizza e disorienta il consumatore kasher al quale già non mancano problemi, difficoltà e incertezze (ad esempio circa una nota mozzarella e una “margarina” che poi tale non è, solo per citare casi recenti).
Se poi il bistrattato consumatore kasher italiano visionasse in questi giorni, in particolare, liste estere ma di questo mondo (ortodosse e di primario livello) reperibili e facilmente consultabili, ne uscirebbe ulteriormente frustrato, disorientato e irritato.
E allora, specialmente dopo un Congresso che ha chiaramente vincolato, anche in termini di spesa, UCEI e Assemblea rabbinica ad agire per una kasheruth diffusa, accessibile e chiara, non mi pare velleitario chiedere che si agisca in tal senso concretamente e celermente per fornire affidabili linee guida, su prodotti e certificatori, così da darmi una motivazione, per fare un ultimo esempio pratico, sul perché debba pagare, almeno in “periferia”, 3,5 euro una bottiglia di una nota bevanda che altrove, per quanti non seguono la proibizione per Pesach delle kitniot, é autorizzata senza necessita’ di certificazione…
Moadim lesinchà

Gadi Polacco, Consigliere della Comunità ebraica di Livorno

Note per i lettori:

kasheruth = insieme delle leggi alimentari ebraiche
kasher = ciò che è conforme,certificato od autorizzato,alle regole alimentari ebraiche
Pesach 5771 = Pasqua ebraica 2011
Moadim lesimchà = formula d'augurio per la festa
kitniot = cereali o legumi che gli ebrei ashkenaziti non consumano durante la Pasqua ebraica (nel corso della quale tutti gli ebrei evitano cibi lievitati)


La barbara uccisione di Arrigoni per mano di terroristi palestinesi

Arrigoni: il tragico epilogo della vicenda dovrebbe far rifllettere
certi settori che ancora non capiscono,o non vogliono capire,che i veri
poveri palestinesi,ovvero i semplici cittadini,sono vessati e tenuti in
ostaggio da gruppi terroristici che a tutto pensano meno che alle
esigenze del popolo.Questi sono i loro amici e la barbara uccisione di
Arrigoni,comunque vittima ,mostra con quale moneta vengano ripagati i
"pacifisti",sinceri e illusi o "pacifinti" che siano.

Il terrorismo non è "l'arma dei poveri" ,stupido concetto ancora una
volta smentito ma molto amato in certi settori (sempre che a praticarlo
siano gli "amici"....).

mercoledì 13 aprile 2011

REGIONE TOSCANA E ONG "COOPERA", CON ALCUNI SPONSOR, LANCIANO DALLA "TOSCANA UN PACCHETTO TURISTICO TRA ISRAELE E PALESTINA". MA E' TUTT'ORO QUEL CHE LUCCICA?



Leggo il lancio dell'ASCA del 12 aprile e,tutto sommato,trovo interessante se non altro lo sforzo di equilibrio che appare dal testo.Cerco pertanto il programma specifico,"affidato ad Argonauta Viaggi" e qualche dubbio mi viene,a parte la retorica del "viaggio possibile" (!):
- "Israele e Palestina : due terre,non ancora due Stati,corpo separato di una cosa sola...",si legge all'inizio del programma. Certo,il "non ancora due Stati",specialmente in una certa ottica, può essere facilmente inteso come auspicio della nascita a breve di uno stato palestinese.Ma cosa vuol dire "corpo separato di una cosa sola" ?!
Non vorrei che si fosse ancora ancorati all'inutile utopia di uno stato unico che non si capisce,anche se si potrebbe forse intuire,di quale natura dovrebbe essere,dimentichi che pragmaticamente già nel 1947 l'ONU di espresse per due diversi stati uno dei quali,quello ennesimo arabo, non nacque mai per colpa e scelta della stessa parte araba (attiva invece,per fortuna senza successo,nel cercare di eliminare subito lo stato ebraico);
- anche la descrizione del viaggio non pare delle più neutrali. Pur visitando all'inizio due città israeliane (Akko e Haifa) ,per trovare cenno della non certo secondaria presenza ebraica (peraltro opportunamente ben menzionate le altre anime) occorre consolarsi con la frase,riferita a Haifa,"città giovane e notturna dove tracce arabe,ebraiche sufi e cristiane si confondono l'una con l'altra....". Haifa ha poi il "pregio" di essere "città lontana dalle pulsioni religiose e politiche di Gerusalemme"  dove,par di intuire ovviamente evitando di ricordare che si tratta della capitale d'Israele, ci sono i cattivi governanti israeliani....peraltro "la città araba è ostinata,alcuni dei suoi quartieri sono sopravvissuti alle demolizioni" non è chiaro operate da chi ma,sempre seguendo l'ottica che esprime il viaggio,forse si può "intuire";
- tutto liscio nella descrizione della visita a Nablus e Gerico ma, perla delle perle,sarà possibile visitare il villaggio dei Samaritani  "eredi degli unici ebrei che mai hanno lasciato la Palestina". Qui l'equazione è semplice : tranne gli antenati dei Samaritani,gli altri ebrei che vivono in Israele (senza dubbio parte della storica Palestina) sono coloni,occupanti o quel che volete voi di simile....andiamo bene!
- titolo a parte,per vedere menzionata la denominazione "Israele" dobbiamo giungere al settimo giorno,ovvero alla visita di Gerusalemme. Non illudetevi però,almeno stando a quanto viene descritto,di vedere anche  il quartiere ebraico ed il cosiddetto "Muro del Pianto". Vedrete però,almeno quello,il museo "Yad Vashem,il memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree dell'olocausto". Nel ricordare che in quel luogo si conserva e si tramanda anche la memoria dei circa 22000 Giusti,delle varie fedi o non credenti,riconosciuti documentatamente tali (numerosi gli italiani) appare tipico di una certa mentalità politica,francamente obsoleta e quindi superata da tempo anche nella sinistra più moderna, il cercare di "equilibrare" lo sbilanciamento a sfavore dello Stato d'Israele con la pur sincera solidarietà verso il popolo ebraico per gli orrori della Shoà.
Insomma,ricordare le vittime israeliane del terrorismo  che,ancora in questi giorni,lancia premeditatamente su civili decine e decine di razzi al giorno e mette bombe alle fermate degli autobus appare ancora un tabù.

Che dire quindi ? Un'occasione perduta (anche nella scelta delle foto e della grafica si è riusciti ad evitare riferimenti ebraici,evidentemente ritenuti avulsi da quei luoghi...) e a chi ritenesse questa lettura troppo pregiudiziale,indico quello che mi appare un freudiano passaggio posto al termine dell'opuscolo:
"Questa pubblicazione è stata realizzata con il sostegno finanziario dell'Unione Europea,della Regione Toscana e del Monte dei Paschi di Siena. Il suo CONTENUTO E' DI RESPONSABILITA' ESCLUSIVA DEGLI AUTORI E NON POTRA',IN NESSUN CASO,ESSERE CONSIDERATO IL PUNTO DI VISTA DEI FINANZIATORI".
Con tanti saluti alla coerenza tra idee ed atti conseguenti,cosa che in politica almeno dovrebbe avere un senso,direi proprio che questa mi pare una formula autoaccusatoria...

Gadi Polacco
www.livornoebraica.org



IL LANCIO DELL'AGENZIA ASCA
12-04-2011 COOPERAZIONE: DA TOSCANA PACCHETTO TURISTICO TRA ISRAELE E PALESTINA

(ASCA) - Firenze, 12 apr - Haifa e Acco, Gerico e Nablus.

Quattro citta' mediorientali, due israeliane e due palestinesi, che Regione Toscana e ong 'Coopera' hanno preso a esempio per dimostrare che ''reciproca comprensione, riconciliazione e coesistenza pacifica sono possibili''.

La 'strada' che collega i quattro centri (famosi per la loro storia antica ma anche per alcuni prodotti specifici: datteri, monili in argento e in bronzo, saponi, artigianato tessile), e' adesso percorribile anche grazie a un nuovo prodotto turistico che i partner del programma di cooperazione internazionale 'Med Cooperation' - finanziato da Unione Europea, Monte Paschi Siena e diversi enti locali toscani - stanno lanciando nel mercato dei viaggi.

'Il viaggio possibile' (questo il nome del pacchetto turistico nato dal progetto di cooperazione internazionale) ha l'ambizione di portare turisti italiani interessati alle ''tracce della storia e della rinascita''.

Tecnicamente affidato ad 'Argonauta Viaggi' la proposta si sviluppa su cinque date di partenza, con una durata di 8 giorni, quota individuale di partecipazione a partire da 1.320 euro, minimo 24 partecipanti.

''Un tipo di turismo diverso che ha anche la speranza di educare alla pace'', sottolinea il presidente Enrico Rossi.

afe/map/alf

(Asca)