Anche la modesta voce di questo blog ebraico si aggiunge agli
auguri di buon lavoro al Presidente Mattarella,apprezzando le sue
parole , oggi, alle Fosse Ardeatine, un atto particolarmente
significativo anche per il mondo ebraico : "L'alleanza
tra Nazioni e popolo seppe battere l'odio nazista, razzista,
antisemita e totalitario di cui questo luogo è simbolo doloroso.
La stessa unità in Europa e nel mondo saprà battere chi vuole
trascinarci in una nuova stagione di terrore"
La nota dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane :
"AL PRESIDENTE MATTARELLA STIMA E APPREZZAMENTO DAGLI EBREI
ITALIANI. ALTISSIMO IL VALORE SIMBOLICO
DEL SUO PRIMO ATTO ISTITUZIONALE"
"La salita al Quirinale dell'onorevole Sergio Mattarella,
cui vanno l'apprezzamento e la stima degli ebrei italiani,
arriva in un momento in cui il paese si trova ad affrontare
molteplici sfide sul fronte sia interno che esterno.
Affinché gli obiettivi siano centrati servono
consapevolezza, carisma, determinazione, attenzione agli
impegni più ravvicinati ma anche lo sguardo proiettato nel
lungo termine: un insieme di qualità che il capo dello Stato
ha già dimostrato di possedere nel corso della sua storia
politica.
L'altissimo significato simbolico del suo primo atto
istituzionale, le parole a presidio dei valori fondamentali e
contro ogni forma di odio, razzismo e antisemitismo
pronunciate alle Fosse Ardeatine rappresentano un chiaro
segnale per tutto il paese”. È quanto afferma il presidente
dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna in
una nota.
“Gli ebrei italiani – dice ancora Gattegna – restano
impegnati, proseguendo la loro tradizione, a una stretta
collaborazione con le istituzioni dello Stato democratico
sorto dopo la definitiva sconfitta della dittatura e ispirato
ai valori affermati e definiti nella Costituzione
repubblicana".
Un messaggio di auguri per l'incarico ricevuto,apprezzando le
sue prime dichiarazioni contro il razzismo, l'antisemitismo e il
totalitarismo , è stato inviato al Presidente Mattarella anche
dall'associazione ebraica Benè Berith "Isidoro Kahn".
Comunitando
Blog ebraico livornese
www.livornoebraica.org
( a cura di Gadi Polacco)
sabato 31 gennaio 2015
martedì 23 dicembre 2014
Staffetta tra feste religiose : gli auguri per le imminenti festività natalizie
La festa ebraica di Hanucchà si congeda e la comunità cristiana (gli ortodossi lo faranno il 7 gennaio) si appresta a celebrare le ricorrenze natalizie.
Feste diverse ma caratterizzate dalla luce (Hanuccà è detta anche "festa delle luci") per spazzare via le tenebre , come avvenne quando gli ellenici, profanando anche il Tempio di Gerusalemme,fallirono nel tentativo di cancellare l'ebraismo per imporre il proprio pensiero e i propri costumi.
Purtroppo vi è ancora chi, nei nostri tempi, vorrebbe imporre,per giunta violentemente, la propria identità sugli altri: le stragi di uomini e donne in preghiera, ebrei, cristiani e anche islamici uccisi da terroristi fanatici che dichiarano di professare lo stesso credo di quest'ultimi, lo testimoniano crudamente.
Auguri quindi a quanti si accingono a celebrare le festività natalizie affinchè la luce torni presto a regnare sul mondo anche attraverso la libertà di culto , ciascuno secondo le proprie peculiarità, accompagnata dal rispetto dei basilari diritti dell'uomo, credente o non credente che sia.
COMUNITANDO
www.livornoebraica.org
(a cura di Gadi Polacco)
Feste diverse ma caratterizzate dalla luce (Hanuccà è detta anche "festa delle luci") per spazzare via le tenebre , come avvenne quando gli ellenici, profanando anche il Tempio di Gerusalemme,fallirono nel tentativo di cancellare l'ebraismo per imporre il proprio pensiero e i propri costumi.
Purtroppo vi è ancora chi, nei nostri tempi, vorrebbe imporre,per giunta violentemente, la propria identità sugli altri: le stragi di uomini e donne in preghiera, ebrei, cristiani e anche islamici uccisi da terroristi fanatici che dichiarano di professare lo stesso credo di quest'ultimi, lo testimoniano crudamente.
Auguri quindi a quanti si accingono a celebrare le festività natalizie affinchè la luce torni presto a regnare sul mondo anche attraverso la libertà di culto , ciascuno secondo le proprie peculiarità, accompagnata dal rispetto dei basilari diritti dell'uomo, credente o non credente che sia.
COMUNITANDO
www.livornoebraica.org
(a cura di Gadi Polacco)
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giovedì 18 dicembre 2014
COMUNITANDO - www.livornoebraica.org sostiene l'iniziativa della Comunità Ebraica di Roma a favore dei fucilieri Latorre e Girone. #BringBackOurMarò
Comunitando
www.livornoebraica.org sostiene l'iniziativa a favore dei fucilieri Latorre e Girone per il loro definitivo rientro, finalmente dinanzi al protrarsi di una situazione divenuta grottesca, in Italia.
"La Comunità Ebraica di Roma", si legge in una nota," esprime forte preoccupazione per la vicenda che da due anni coinvolge i due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Le ultime decisioni dell'India, che allontanano il ritorno dei due marò in Italia, non possono lasciarci indifferenti".
La Comunità della capitale spiega poi che "da ebrei italiani sentiamo di dover dare ogni contributo possibile per tenere alta l'attenzione mediatica e sensibilizzare il maggior numero di persone. Noi tutti rivogliamo i nostri marò qui in Italia. Oggi la Giunta della Comunità Ebraica di Roma ha deciso di essere in prima linea e lanciare la campagna #bringbackourmarò sui social network e in tutta la Rete per chiedere al mondo di non lasciare soli Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Ci impegneremo a promuovere iniziative fino al giorno in cui li rivedremo tornare a Roma dalle loro famiglie".
Aderendo all'iniziativa "Progetto Dreyfus" (gruppo d'informazione attivo su Facebook e nella rete) sottolinea al riguardo come e riferendosi ai due militari : " la loro sorte non è una vicenda di destra o di sinistra, ma un tema che riguarda semplicemente libertà e giustizia.
Anche noi vediamo con favore la soluzione che porti a riavere i nostri marò in Italia. Il nostro impegno che si somma ai numerosi impegni presi da Progetto Dreyfus tu temi tradizionalmente a cuore di schieramenti diversi è quello di promuovere ogni iniziativa pacifica volta al ricongiungimento di Massimiliano e Salvatore con le proprie famiglie".
Condividendo questo spirito umanitario e apartitico, COMUNITANDO - www.livornoebraica.org si aggiunge alla rete in corso di creazione.
(Foto da "Progetto Dreyfus" )
#BringBackOurMarò
COMUNITANDO
Blog di cose ebraiche livornesi a cura di Gadi Polacco
www.livornoebraica.org sostiene l'iniziativa a favore dei fucilieri Latorre e Girone per il loro definitivo rientro, finalmente dinanzi al protrarsi di una situazione divenuta grottesca, in Italia.
"La Comunità Ebraica di Roma", si legge in una nota," esprime forte preoccupazione per la vicenda che da due anni coinvolge i due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Le ultime decisioni dell'India, che allontanano il ritorno dei due marò in Italia, non possono lasciarci indifferenti".
La Comunità della capitale spiega poi che "da ebrei italiani sentiamo di dover dare ogni contributo possibile per tenere alta l'attenzione mediatica e sensibilizzare il maggior numero di persone. Noi tutti rivogliamo i nostri marò qui in Italia. Oggi la Giunta della Comunità Ebraica di Roma ha deciso di essere in prima linea e lanciare la campagna #bringbackourmarò sui social network e in tutta la Rete per chiedere al mondo di non lasciare soli Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Ci impegneremo a promuovere iniziative fino al giorno in cui li rivedremo tornare a Roma dalle loro famiglie".
Aderendo all'iniziativa "Progetto Dreyfus" (gruppo d'informazione attivo su Facebook e nella rete) sottolinea al riguardo come e riferendosi ai due militari : " la loro sorte non è una vicenda di destra o di sinistra, ma un tema che riguarda semplicemente libertà e giustizia.
Anche noi vediamo con favore la soluzione che porti a riavere i nostri marò in Italia. Il nostro impegno che si somma ai numerosi impegni presi da Progetto Dreyfus tu temi tradizionalmente a cuore di schieramenti diversi è quello di promuovere ogni iniziativa pacifica volta al ricongiungimento di Massimiliano e Salvatore con le proprie famiglie".
Condividendo questo spirito umanitario e apartitico, COMUNITANDO - www.livornoebraica.org si aggiunge alla rete in corso di creazione.
(Foto da "Progetto Dreyfus" )
#BringBackOurMarò
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lunedì 15 dicembre 2014
DA DOMANI SERA (16 DICEMBRE 2014) LA FESTA EBRAICA DI HANUCCHA' DELL'ANNO 5775.
HA INIZIO DOMANI SERA, 16 DICEMBRE 2014, LA FESTA EBRAICA DI HANUCCHA' (trascritta anche come Chanukkà) DEL CORRENTE ANNO EBRAICO 5775.
PER 8 GIORNI IL LUME DENOMINATO "HANUCCHIA' " VERRA' ACCESO PER SIMBOLEGGIARE, CON LA SUA LUCE, L'IMPORTANZA DEL CONCETTO DI LIBERTA'.
HANUCCHA' SAMEACH, QUINDI, OVVERO FELICE HANUCCHA'
Comunitando - www.livornoebraica.org
(dal sito www.ucei.net)
Chanukkà nel calendario autunnale è preceduta da circa due mesi in cui non c’è alcuna ricorrenza, a parte il sabato e i capomese. Probabilmente anche per questo l’atmosfera è particolarmente allegra e i bambini la aspettano con ansia.
La festa di Chanukkà, tra tutte le antiche ricorrenze ebraiche, è l’unica che non affondi in qualche modo le sue radici nella Bibbia e nei suoi racconti; è una festa stabilita dai Maestri del Talmud e ricorda un avvenimento accaduto in terra di Israele, nel 168 a.e.v.
Antioco Epifane di Siria – ottavo re della dinastia seleucide, erede di una piccola parte dell’Impero appartenuto ad Alessandro Magno – voleva imporre la religione greca alla Giudea. Le mire di ellenizzazione furono contrastate e impedite da Mattatià, un sacerdote di Modiin della famiglia degli Asmonei che insieme ai suoi sette figli, diedero avvio alla rivolta.
Chanukkà è conosciuta anche come la festa del miracolo dell’olio: quando dopo una strenua battaglia, il 25 di Kislev di tre anni dopo (165 a.e.v.), il Tempio fu riconquistato, si doveva procedere alla riconsacrazione. Nel Tempio però fu trovata una sola ampolla di olio puro recante il sigillo del Sommo Sacerdote. Per la preparazione di olio puro (viene considerato olio puro quello raccolto dalle prime gocce della spremitura delle olive) occorrevano otto giorni. Nel trattato talmudico di Shabbat (21b) leggiamo del grande miracolo che occorse: l’olio che poteva bastare per un solo giorno, fu sufficiente per otto giorni, dando così la possibilità ai Sacerdoti di prepararne dell’altro nuovo. In ricordo di quel miracolo, i Saggi del Talmud istituirono una festa di lode e di ringraziamento al Signore che dura appunto 8 giorni: Chanukkà che letteralmente, significa “inaugurazione”.
La prima sera della festa si accende un lume su un candelabro speciale a nove bracci, e ogni sera, per otto giorni, se ne aggiunge uno in più, fino a che l’ottava sera si accendono 8 lumi. Questo candelabro si chiama Chanukkià e può avere diverse forme. L’indicazione è che gli otto contenitori per le candele siano tutti allineati alla stessa altezza e che il nono – lo shammash, il servitore, quello che serve per accendere gli altri lumi – sia in una posizione diversa.
I bambini ricevono regali e in particolare delle trottoline su cui compaiono le iniziali delle parole “Un grande miracolo è avvenuto lì”.
Uno dei precetti relativi alla festa è quello di “rendere pubblico il miracolo”, per questo si usa accendere i lumi al tramonto o più tardi, quando c’è ancora gente nelle vie, vicino alla finestra che si affaccia sulla strada, al fine di rendere pubblico il miracolo che avvenne a quel tempo. Negli ultimi anni nelle grandi piazze di alcune città italiane, si issa un’enorme Chanukkià i cui lumi vengono accesi in presenza di numerosi intervenuti.
Foto : la Hanucchià accesa , lo scorso anno, dinanzi alla Sinagoga di piazza Benamozegh, a Livorno
domenica 7 dicembre 2014
Mentre la ricca multinazionale del terrore opera incessantemente,a Livorno a essere terrorista (nella mente bacata di alcuni) è Israele....
Mentre la ricchissima multinazionale del terrore (Isis,Hamas,Boko Haram,Shebab,ecc,ecc) continua ad ammazzare ebrei,cristiani,islamici stessi e altri,anche in preghiera,praticando puro terrore e infischiandosene dei popoli che ipocritamente dice di voler tutelare, a Livorno a essere terrorista, nella mente bacata di qualcuno, chi volete che sia?! Facile : Israele. Vediamo come sapranno questa volta intervenire le autorità, dinanzi a questo bel risultato della propaganda pacifinta (siamo in via Grande, prossimità piazza della Repubblica).
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sabato 22 novembre 2014
Le vittime della strage nella Sinagoga di Gerusalemme commemorate a Livorno. Messaggio di solidarieta' dell'Amicizia Ebraico Cristiana.
Le vittime dell'attentato alla Sinagoga di Gerusalemme,i fedeli in preghiera e il poliziotto druso intervenuto con i colleghi, sono state commemorate oggi nella Sinagoga di Livorno.
Alle funzioni del Sabato hanno anche assistito Caterina Meucci e Monica Leonetti Cuzzocrea,portatrici di un messaggio di solidarieta' letto oggi,nella Sala Lampronti della Comunita',dalla d.sa Cuzzocrea,la quale ha ricordato anche le parole di solidarieta' inviate dal Vescovo di Livorno,Simone Giusti.
Questo il testo letto a nome dell'Amicizia Ebraico Cristiana:
"Livorno 21 Novembre 2014/28 Chesvan 5775
Carissimi Fratelli,
vogliamo in questo momento di grande tensione sia a Gerusalemme che in alter zone d'Israele che non risparmiano neanche i luoghi di culto, unirci in preghiera con voi per l'inizio di Shabbat.
Insieme a voi vogliamo elevare le nostre forti grida di preghiera invocando l'Altissimo affinché fermi le mani omicida.
Egli non vuole la morte dell'uomo, ancor meno nel Suo Nome.
Possa veramente questa nostra comune preghiera contribuire alla pacificazione degli animi.
Questo nostro "stare insieme", in questo momento di grande lutto e dolore, possa, quando Lui vorrà e come vorrà, diventare un momento di gioia nel quale poter recitare le parole del Salmo
Cantate a D-o,cantate
Cantate al nostro Re, cantate!
Perché D-o è re di tutta la terra
Cantategli un inno solenne
D-o regna sui popoli
D-o siede sul trono santo
I capi dei popoli si riuniscono
insieme al popolo del D-o d'Abramo
Perché a D-o appartengono i potenti della terra
Egli è l'Altissimo
con affetto
Caterina e Monica
per L'Amicizia Ebraico-Cristiana di Livorno "Miranda Schinasi"
Il Vicepresidente della Comunita', Guido Servi, ha ringraziato per le sentite parole .
Comunitando-www.livornoebraica.org si unisce all'apprezzamento per il gradito e sincero messaggio.
Comunitando - www.livornoebraica.org - Blog a cura di Gadi Polacco
Alle funzioni del Sabato hanno anche assistito Caterina Meucci e Monica Leonetti Cuzzocrea,portatrici di un messaggio di solidarieta' letto oggi,nella Sala Lampronti della Comunita',dalla d.sa Cuzzocrea,la quale ha ricordato anche le parole di solidarieta' inviate dal Vescovo di Livorno,Simone Giusti.
Questo il testo letto a nome dell'Amicizia Ebraico Cristiana:
"Livorno 21 Novembre 2014/28 Chesvan 5775
Carissimi Fratelli,
vogliamo in questo momento di grande tensione sia a Gerusalemme che in alter zone d'Israele che non risparmiano neanche i luoghi di culto, unirci in preghiera con voi per l'inizio di Shabbat.
Insieme a voi vogliamo elevare le nostre forti grida di preghiera invocando l'Altissimo affinché fermi le mani omicida.
Egli non vuole la morte dell'uomo, ancor meno nel Suo Nome.
Possa veramente questa nostra comune preghiera contribuire alla pacificazione degli animi.
Questo nostro "stare insieme", in questo momento di grande lutto e dolore, possa, quando Lui vorrà e come vorrà, diventare un momento di gioia nel quale poter recitare le parole del Salmo
Cantate a D-o,cantate
Cantate al nostro Re, cantate!
Perché D-o è re di tutta la terra
Cantategli un inno solenne
D-o regna sui popoli
D-o siede sul trono santo
I capi dei popoli si riuniscono
insieme al popolo del D-o d'Abramo
Perché a D-o appartengono i potenti della terra
Egli è l'Altissimo
con affetto
Caterina e Monica
per L'Amicizia Ebraico-Cristiana di Livorno "Miranda Schinasi"
Il Vicepresidente della Comunita', Guido Servi, ha ringraziato per le sentite parole .
Comunitando-www.livornoebraica.org si unisce all'apprezzamento per il gradito e sincero messaggio.
Comunitando - www.livornoebraica.org - Blog a cura di Gadi Polacco
domenica 2 novembre 2014
Pitigliano – Una targa per rav Kahn
Da www.moked.it
A dieci anni dalla sua scomparsa, realizzandosi la proposta partita da Anna ed Enzo Priami, una targa è stata apposta nel Tempio pitiglianese a ricordo della consulenza entusiasticamente fornita da rav Isidoro Kahn alla ricostruzione del luogo.
Presenti la moglie Liliana, che ha rivolto un commosso saluto ai presenti, il figlio Michael che ha apposto la targa e il nipote Giacomo che ha tratteggiato un profilo del Rav appartenente a una generazione che operava "l'ortodossia con il sorriso", risorta dalla tragica esperienza della Shoah. La cerimonia è stata ospitata da "La piccola Gerusalemme", l'associazione che cura il sito ebraico presieduta da Elena Servi che ha dato il benvenuto ai convenuti.
L'apposizione della targa è stata preceduta dagli interventi rabbino capo di Livorno Yaid Didi, il quale ha poi recitato l'Ashkavà per lo scomparso e del presidente della Comunità ebraica labronica Vittorio Mosseri.
Nell'occasione è stato poi presentato, introdotto dal presidente Mosseri, il volume opera dello studioso Paolo Orsucci (editore Belforte) dal titolo "Quale e' la via del vento?"
Cosa ha spinto Orsucci a scrivere un volume su rav Kahn? "Avevo voglia di raccontare la vita di qualcuno, dare la possibilità di leggere attraverso le mie parole l'avventura umana ed ebraica di un uomo" afferma l'autore. "Ci sono vari modi di vivere la propria ebraicità – ha proseguito – e quella di rav Kahn secondo me merita attenzione: è per questo che il mio pensiero è andato a lui. Kahn è stato il 'rabbino delle persone' nel senso più nobile e vero del termine ed è stato un fine intellettuale, aspetto che non ha mai fatto pesare a nessuno né mai se ne è fatto vanto".
Orsucci annota poi, parlando sempre del Maestro oggi ricordato: "Ha una pubblicistica di tutto rispetto, della quale non ha mai fatto risonanza. Infatti non lo sapeva nessuno (o quasi, naturalmente). Me ne sono stupito io stesso, l'ho scoperto durante le ricerche per il libro. Ha avuto doti umane che ha maneggiato con tatto e rispetto verso gli altri e ha reso accessibili i precetti ebraici a tutti coloro che ne hanno voluto vivere la pienezza del significato. Spero di aver fatto di rav Kahn un ritratto che trasmetta la statura morale della sua persona, tutt'altro che ripiegata su se stessa ma aperta agli altri e al mondo".
L'apertura al mondo alla quale accenna Orsucci è peraltro ben testimoniata dall'impegno profuso da rav Kahn anche nel dialogo interreligioso.
Al suo arrivo a Livorno troverà terreno più che idoneo nel rapporto, iniziato già con rav Laras, con quella figura fortemente e carismaticamente radicata nel territorio impersonificata dal vescovo Alberto Ablondi, scomparso alcuni anni or sono.
Monica Leonetti Cuzzocrea, una delle fondatrici dell'Amicizia Ebraico Cristiana labronica, dell'alro prelato è stata stretta collaboratrice e così ricorda i rapporto tra questi e rav Kahn: "Quando si parla del rapporto di amicizia tra il vescovo Ablondi e il Rabbino capo Kahn, la prima immagine che viene in mente è quella dell'abbraccio. Due persone che venivano, oltre che da ambienti religiosi diversi, anche da città con tradizioni diverse ma che dell'incontro avevano la loro ragione di vita. Questo il perché di questa immagine che a distanza di anni ancora è viva nella memoria di chi vi scrive" ricorda Cuzzocrea che ulteriormente approfondisce: "Un' amicizia vissuta al di fuori dell'istituzionalità che però ha fatto si che il vescovo Ablondi proponesse alla Conferenza Episcopale Italiana l'introduzione della celebrazione della Giornata del dialogo ebraico-cristiano nel 1977. Ho ancora vivo quel 17 gennaio quando sottobraccio davanti alle autorità, camminavano davanti alla fiaccolata che si snodava per le vie del centro livornese dopo aver pregato davanti alla Channukkiah della sinagoga. Le loro telefonate non passavano mai dai centralini, e i loro incontri erano nelle case come quelli di amici che avevano cura della vita dell'altro. Ci sono stati momenti di sofferenza fisica e li vedevi al capezzale dell'ospedale che si confortavano e si davano appuntamento per impegni futuri. Quelli sulla terra si sono interrotti ma li vedo davanti al Padre che sottobraccio continuano quelle conversazioni illuminate dal loro sorriso".
A chiudere la giornata, sotto la direzione del Maestro Paolo Filidei, il concerto del Coro "Ernesto Ventura", basato sul prezioso patrimonio ebraico livornese che rav Kahn, peraltro dotato di gran voce e passione musicale, tanto amò e fece proprio nel rispetto degli usi locali.
Un plauso per il lavoro organizzativo a David Novelli e a quanti hanno collaborato.
Gadi Polacco
A dieci anni dalla sua scomparsa, realizzandosi la proposta partita da Anna ed Enzo Priami, una targa è stata apposta nel Tempio pitiglianese a ricordo della consulenza entusiasticamente fornita da rav Isidoro Kahn alla ricostruzione del luogo.
Presenti la moglie Liliana, che ha rivolto un commosso saluto ai presenti, il figlio Michael che ha apposto la targa e il nipote Giacomo che ha tratteggiato un profilo del Rav appartenente a una generazione che operava "l'ortodossia con il sorriso", risorta dalla tragica esperienza della Shoah. La cerimonia è stata ospitata da "La piccola Gerusalemme", l'associazione che cura il sito ebraico presieduta da Elena Servi che ha dato il benvenuto ai convenuti.
L'apposizione della targa è stata preceduta dagli interventi rabbino capo di Livorno Yaid Didi, il quale ha poi recitato l'Ashkavà per lo scomparso e del presidente della Comunità ebraica labronica Vittorio Mosseri.
Nell'occasione è stato poi presentato, introdotto dal presidente Mosseri, il volume opera dello studioso Paolo Orsucci (editore Belforte) dal titolo "Quale e' la via del vento?"
Cosa ha spinto Orsucci a scrivere un volume su rav Kahn? "Avevo voglia di raccontare la vita di qualcuno, dare la possibilità di leggere attraverso le mie parole l'avventura umana ed ebraica di un uomo" afferma l'autore. "Ci sono vari modi di vivere la propria ebraicità – ha proseguito – e quella di rav Kahn secondo me merita attenzione: è per questo che il mio pensiero è andato a lui. Kahn è stato il 'rabbino delle persone' nel senso più nobile e vero del termine ed è stato un fine intellettuale, aspetto che non ha mai fatto pesare a nessuno né mai se ne è fatto vanto".
Orsucci annota poi, parlando sempre del Maestro oggi ricordato: "Ha una pubblicistica di tutto rispetto, della quale non ha mai fatto risonanza. Infatti non lo sapeva nessuno (o quasi, naturalmente). Me ne sono stupito io stesso, l'ho scoperto durante le ricerche per il libro. Ha avuto doti umane che ha maneggiato con tatto e rispetto verso gli altri e ha reso accessibili i precetti ebraici a tutti coloro che ne hanno voluto vivere la pienezza del significato. Spero di aver fatto di rav Kahn un ritratto che trasmetta la statura morale della sua persona, tutt'altro che ripiegata su se stessa ma aperta agli altri e al mondo".
L'apertura al mondo alla quale accenna Orsucci è peraltro ben testimoniata dall'impegno profuso da rav Kahn anche nel dialogo interreligioso.
Al suo arrivo a Livorno troverà terreno più che idoneo nel rapporto, iniziato già con rav Laras, con quella figura fortemente e carismaticamente radicata nel territorio impersonificata dal vescovo Alberto Ablondi, scomparso alcuni anni or sono.
Monica Leonetti Cuzzocrea, una delle fondatrici dell'Amicizia Ebraico Cristiana labronica, dell'alro prelato è stata stretta collaboratrice e così ricorda i rapporto tra questi e rav Kahn: "Quando si parla del rapporto di amicizia tra il vescovo Ablondi e il Rabbino capo Kahn, la prima immagine che viene in mente è quella dell'abbraccio. Due persone che venivano, oltre che da ambienti religiosi diversi, anche da città con tradizioni diverse ma che dell'incontro avevano la loro ragione di vita. Questo il perché di questa immagine che a distanza di anni ancora è viva nella memoria di chi vi scrive" ricorda Cuzzocrea che ulteriormente approfondisce: "Un' amicizia vissuta al di fuori dell'istituzionalità che però ha fatto si che il vescovo Ablondi proponesse alla Conferenza Episcopale Italiana l'introduzione della celebrazione della Giornata del dialogo ebraico-cristiano nel 1977. Ho ancora vivo quel 17 gennaio quando sottobraccio davanti alle autorità, camminavano davanti alla fiaccolata che si snodava per le vie del centro livornese dopo aver pregato davanti alla Channukkiah della sinagoga. Le loro telefonate non passavano mai dai centralini, e i loro incontri erano nelle case come quelli di amici che avevano cura della vita dell'altro. Ci sono stati momenti di sofferenza fisica e li vedevi al capezzale dell'ospedale che si confortavano e si davano appuntamento per impegni futuri. Quelli sulla terra si sono interrotti ma li vedo davanti al Padre che sottobraccio continuano quelle conversazioni illuminate dal loro sorriso".
A chiudere la giornata, sotto la direzione del Maestro Paolo Filidei, il concerto del Coro "Ernesto Ventura", basato sul prezioso patrimonio ebraico livornese che rav Kahn, peraltro dotato di gran voce e passione musicale, tanto amò e fece proprio nel rispetto degli usi locali.
Un plauso per il lavoro organizzativo a David Novelli e a quanti hanno collaborato.
Gadi Polacco
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