domenica 4 gennaio 2009
UNA TESTIMONIANZA LIVORNESE DA ISRAELE
di DANIELE CABIB (Israele)
Preghiera e tzedakà(beneficenza) vanno benissimo, ma i loro effetti sono imprevedibili,perche' dall'epoca dei profeti nessuno oggi e' in linea diretta con Lui.
Perciò io sono piu propenso a scrivere, scrivere, scrivere sul numero piu
grande possibile di giornali e sul farsi intervistare dal numero piu grande
possibile di reti TV. Come si sa, oggi la parte mediatica ha un'importanza
fondamentale in ogni guerra e per Israele questo e' sempre stato ancora più
vero che per gli altri, perchè ha estremo bisogno dell'appoggio
dell'opinione pubblica e dei governi, i quali a loro volta hanno bisogno
dell'appoggio popolare per stare in piedi. Le immagini dei bambini di Gaza
morti e feriti hanno avuto un effetto immenso nell'opinione pubblica nel mondo e
sono alla base delle manifestazioni popolari in tutte le capitali (e non)
intorno al globo, tutto senza che Hamas abbia fatto il minimo sforzo: e'
un servizio propagandistico che gli abbiamo dato noi, come sottoprodotto purtroppo
inevitabile dell'operazione "piombo fuso". Perciò adesso dobbiamo
controbilanciare questa loro facile propaganda con ancora più presenza
nostra nei media.
A quel manipolo che,leggo, ha dimostrato in piazza Cavour riproponendo usurati stereotipi,dobbiamo rispondere che non c'e' stato giorno che Israele non abbia
lasciato passare nella striscia decine di camion pieni di viveri e
medicinali (ieri 107 camion) anche nel bel mezzo delle operazioni, percio'
di quale accerchiamento si parla? Ma facciano il piacere!!!
Quale stato sopporterebbe per mesi di essere aggredito a razzi kassam e katiusha senza reagire? E quale stato nella storia dell'umanita' ha rifornito di viveri lo
stato vicino che lo ha aggredito?
La risposta e' quello che ha detto Shimon Peres all'inizio di questa operazione: Israele non e' in guerra contro i Palestinesi di Gaza, ma contro chi li spadroneggia , li opprime e aggredisce Israele : e io aggiungo che Israele e' dalla loro stessa parte, perche' loro e noi subiamo l'aggressione della stessa entita' terroristica che si chiama Hamas.
Un'ultima osservazione: l'entrata di truppe terrestri dentro la striscia ieri notte e' la dimostrazione lampante che per gli israeliani e'molto importante limitare al minimo le perdite di vite umane palestinesi, pronti per questo perfino a sacrificare la vita dei propri soldati(purtroppo ne e' morto uno oggi) per questo scopo. Altrimenti Israeleavrebbe potuto fare un bom bardamento aereo a tappeto e finire il tutto in un giorno solo. A quale prezzo? Non oso nemmeno immaginare il prezzo che questo sarebbe costato ai Palestinesi di Gaza, ma da parte israeliana non ci sarebbe stato nemmeno un ferito.
Pubblicato da Comunitando a 11.59
domenica 4 gennaio 2009
giovedì 1 gennaio 2009
Tra Hezbollah e Hamas, tra il 2006 ed oggi,una riflessione da Israele.
DANIELE CABIB (ISRAELE)
A volte ci si lamenta che Israele, diventando un paese a economia totalmente liberal capitalistica, si incammini sulla china della giungla, con i conseguenti divari crescenti di disuguaglianza sociale, e che la societa'israeliana stia dimenticando il principio dei padri "col israel 'arevim ze laze", tutti gli ebrei sono responsabili l'uno per l'altro. Ma a correggere questa tendenza ogni tanto succedono fatti che ci riportano sul seminato, anche se imposti da fattori esterni: durante la guerra del Libano del 2006 un milione di profughi dalla Galilea bombardata dai razzi del Hizballah furono accolti ed ospitati (me e mia moglie compresi) a braccia aperte da famiglie di tutti i ceti sociali nel centro e nel sud del Paese, anche senza essere conoscenti o parenti. E anche questa volta, all'inizio dell'operazione contro il Hamas di Gaza, sta avvenendo lo stesso fenomeno, solo in direzione opposta, con decine di bambini della zona bombardata a sud del Paese ospitati nelle citta' del centro e nel nord.
A volte ci si lamenta che Israele, diventando un paese a economia totalmente liberal capitalistica, si incammini sulla china della giungla, con i conseguenti divari crescenti di disuguaglianza sociale, e che la societa'israeliana stia dimenticando il principio dei padri "col israel 'arevim ze laze", tutti gli ebrei sono responsabili l'uno per l'altro. Ma a correggere questa tendenza ogni tanto succedono fatti che ci riportano sul seminato, anche se imposti da fattori esterni: durante la guerra del Libano del 2006 un milione di profughi dalla Galilea bombardata dai razzi del Hizballah furono accolti ed ospitati (me e mia moglie compresi) a braccia aperte da famiglie di tutti i ceti sociali nel centro e nel sud del Paese, anche senza essere conoscenti o parenti. E anche questa volta, all'inizio dell'operazione contro il Hamas di Gaza, sta avvenendo lo stesso fenomeno, solo in direzione opposta, con decine di bambini della zona bombardata a sud del Paese ospitati nelle citta' del centro e nel nord.
mercoledì 31 dicembre 2008
PARTENDO DA UNA FOTO LIVORNESE...

SERGIO MOLCO (Israele)
Mi ricordo molto bene quel giorno di Purim alla scuola di via dei Fanciulli nella sala accanto all'aula dell'asilo ,con altre due porte : una che dava
sul ballatoio che circondava il cortile interno ,spaventoso d'attraversare nelle giornate di tramontana per gli ululi del vento
e per gli scrosci d'acqua che battevano minacciosamente sulla tettoia di tegole scoperte ,e l'altra che usciva sulle scale di via ?
accanto ai magazzini dei Bedarida .L'infaticabile David Peled aveva organizzato per la prima volta una lotteria e il primo premio era quella innocente bicicletta che compare alle spalle di tuo padre e del Peled che era un capacissimo "imbonitore" .
Se non sbaglio chi infine si porto` a casa la bicicletta fu il "Carlino C" , cosi` chiamato nonostante che fosse uno dei piu` alti in comunita` ,o forse proprio per questo ,che doveva essere un bravissimo rappresentante delle cerette Brill e poteva contare su una parlantina sperimentata anche nelle occasioni
d'incontro tra correligionari ,come il seder dei" ricchi " per esempio o durante le feste al Tempio specialmente di "buon' Yom Kippur . Li radunava fuori del Tempio di via Micali ,nell'ampio appezzamento di terra che lo circonda fino a oggi, da come ho potuto constatare a volo d'uccello con l'aiuto del google erth, per dare sfoggio di una miriade di barzellette che esilaravano il gruppetto dei suoi fans anche con certe difficili da digerire per un pubblico allora cosi` provinciale .Quelle barzellette sono ormai storiche, con l'umore inglese che lui propinava con un talento davvero irresistibile che muoveva alle lacrime fino ai crampi allo stomaco per lo spasimo.
Io ero di una generazione piu` giovane e non mi permettevo di far parte del gruppo dei grandi ,pero` seguivo a debita distanza le sue prestazioni .
Divenne orfano di padre abbastanza giovane : questi era hazzan e feci in tempo ad ascoltarlo al Tempio di via Micali ,quando ero ancora un bambino dell'asilo, ma solo per poco perche` presto decedette e lo sostitui` il prof.(di violoncello ) Simone Sacerdoti ,che mi fece da maestro nei canti del Tempio ,quando con fatica si riusci` di nuovo ad organizzare " il banco " ,cioe` il coro ,composto dagli alunni con chiara voce di ambo i sessi e che partecipavano a un doposcuola . Io ero il solista dei maschi e il mio primo amore ,la sorella di G. che per essere di due o tre mesi maggiore di me ,era "grande ", faceva il controcanto .Eravamo bravini a giudicare dal fatto che poi assursi ad essere il hazzan piu` giovane d'Italia (gia`a tredici anni ero esperto in tutte le tefillot).
Ben presto mi accompagnai a lui anche nelle sue visite ai macelli pubblici che allora erano ancora in citta`, nei pressi di via Borra sul Pontino e li` vedevo come queste povere bestie in quattro e quattr'otto ,dopo la shehita` e bedika`, venivano squartate assieme alle loro sorelle alle quali , meno misericordiosamente ,veniva sparato un colpo al cervello e poivenivano decapitate prima di essere appese con dei ganci per finire l'operazione . Gli inservienti dei macelli erano pezzi d'uomini che potevano ,per fare a gara tra loro , centrare da una distanza di una decina di metri, con una mano sola, le teste delle vacche che facevano arrivare in un mastello che era sotto a un rubinetto con acqua corrente .
Il sangue li` scorreva a barili e tutta l'atmosfera aveva un che di assurdo se pensi all'innocuita` che spirava sia dal Sacerdoti che da tuo padre che erano cosi` esili di costituzione ,per non parlare di me che potro` aver avuto un tredici o quattordici anni .
Di proposito ti accenno per sommi capi le mie esperienze giovanili a Livorno , perche` sia i luoghi che le persone ormai trapassate, meriterebbero di essere ricordate prima che siano completamente scomparse dalla memoria umana .Tutta questa compagine ,che solo una volta all'anno potevi vedere radunata insieme nella solennita` della cerimonia all'interno del Tempio e anche nell'amenita` dei buontemponi che preferivano frescheggiare sotto in giardino.
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