LO SGUARDO LUNGO

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venerdì 15 marzo 2019

STRAGE IN NUOVA ZELANDA : LA SOLIDARIETA' DEL MONDO EBRAICO

BENE' BERITH EUROPEO (B'nai B'rith Europe)

Con un messaggio diffuso a mezzo social la sede europea della più antica associazione ebraica internazionale, presente anche in Toscana con la sezione intitolata al Rabbino Isidoro Kahn e presieduta da Ariela Cassuto,

esprime la propria solidarietà alle famiglie delle vittime e alla Nuova Zelanda tutta :

B'nai B'rith Europe

The @bnaibritheurope is horrified by the terrorist attack against Muslims in two #NewZealand mosques.
Our deepest condolences go to the families of the victims
We stand with all the people of #NewZealand



Altre reazioni : link al portale Moked.it (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane)

http://moked.it/blog/2019/03/15/nuova-zelanda-odio-musulmanila-solidarieta-del-mondo-ebraico/


COMUNITANDO

www.livornoebraica.org

( a cura di Gadi Polacco)

giovedì 24 gennaio 2019

Livorno : modificare la denominazione di VIA DEGLI EBREI VITTIME DEL NAZISMO in VIA DEGLI EBREI VITTIME DEL NAZIFASCISMO. Una proposta in occasione della proiezione del docufilm 1938 - QUANDO SCOPRIMMO DI NON ESSERE PIU' ITALIANI

La proposta viene esplicitamente palesata , alla presenza del Vicesindaco Sorgente e dell'Assessore Belais (delgato anche alla toponomastica), dal produttore Dario Coen in occasione della presentazione livornese, al "Cisternino di Città" (ex Casa della Cultura), del docufilm "1938-Quando scoprimmo  di non essere più italiani",avvenuta il 23 gennaio nell'ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria.

A condurre l'iniziativa, scaturita dall'intenso lavoro di Umberto Cini che ha poi coordinato il dibattito seguito alla proiezione, il regista Pietro Suber mentre gli approfondimenti storico-normativi sono stati affidati a Valerio Di Porto e al Prof. Michele battini dell'Università di Pisa : in apertura erano intervenuti il Vicesindaco Sorgente e il Presidente della Comunità Mosseri.

L'idea di integrare o variare la denominazione della via menzionando specificamente il fascismo,  intitolata come ad oggi  nel 1960 utilizzando un tratto di via Pilo Albertelli (partigiano e insegnante) , in realtà non è nuova ma l'occasione della proiezione del docufilm che punta il proprio obbiettivo sulle specifiche responsabilità del fascismo nella persecuzione agli ebrei italiani, la rilancia con forza e,secondo quanto poi ha detto lo stesso Coen in chiusura del dibattito apertosi sulle tematiche proposte dall'opera, ha trovato interesse e disponibilità a vagliare la possibilità negli interlocutori dell'Amministrazione Comunale labronica.

Appare chiaro come la mancata menzione delle responsabilità del regime mussoliniano sia da collocarsi nel clima di "sospensione", seguito alla cosiddetta "amnistia di Togliatti" del 1946  approvata unanimente dal governo italiano,  che non si limitò,evidentemente, ai soli reati ma superò quei confini offuscando la memoria di quanto era accaduto e,non a caso, la mancanza di una "Norimberga italiana" è emersa nel corso delle considerazioni espresse in sala.

Potrebbe quindi essere giunto il tempo di sanare questa ipocrisia e l'atto farebbe seguito alla recente votazione con la quale il Consiglio Comunale di Livorno ha revocato la cittadinanza onoraria al cosiddetto "Duce", conferita nel 1923, dietro proposta del Consigliere Marco Cannito (lista Città Diversa) e votata unanimente , registrando per cronaca la mancata partecipazione al voto di Forza Italia.



mercoledì 12 dicembre 2018

martedì 11 dicembre 2018

AUGURI PER LE FESTIVITA' E AUGURI SOLIDALI AGLI AMICI CRISTIANI CHE VEDONO TROPPO SPESSO STRUMENTALIZZATI O "SCIPPATI" I PROPRI SIMBOLI

Nel rinnovare gli auguri per le varie festività in arrivo,anche a gennaio, un pensiero particolare e solidale agli amici cristiani che vedono,ancora e  troppo spesso, i propri simboli religiosi strumentalizzati ,quando non

"scippati" , dalla politica .

E allora mi sia permesso ricordare, imbattendomi spesso in articoli o post sui social scorretti, alcune cose riguardo del presepe :

- non è non può essere ambientato in "Palestina". Questa denominazione dell'area si deve infatti ad Adriano, circa 135 anni dopo la collocazione temporale della narrazione del presepe,personaggio peraltro che rimane nella storia come uno dei  più antisemiti e sanguinari. Comunque la si pensi circa la situazione politica nell'area, Palestina e palestinesi non c'entrano niente con quanto rappresentato dal presepe;

- non ci combinano niente nemmeno gli "arabi", con quell'ambientazione, in quanto questi in zona ci arrivarono verso l'anno 638.....;

- indipendentemente dalle posizioni politiche circa le odierne tematiche legate all'immigrazione, anche parlare di  "profughi" appare francamente una forzatura (per quanto i sostenitori di questa tesi si appoggino sulla questione della fuga in Egitto).

Auguri quindi a tutti i vari credenti, a ciascuno secondo il suo, e buone cose anche a chi non crede : tutti uniti, almeno questo è il mio auspicio, nel rispetto della storia.....

Gadi Polacco

martedì 18 settembre 2018

DA QUESTA SERA A DOMANI SERA IL MONDO EBRAICO OSSERVA IL SOLENNE GIORNO DEL KIPPUR 5779

DA QUESTA SERA  IL MONDO EBRAICO OSSERVA IL SOLENNE GIORNO DEL KIPPUR 5779

Dopo il recente Capodanno che ha introdotto l'anno 5779 del calendario ebraico (lunare) ecco approssimarsi il solenne giorno del Kippur .
Giorno di "espiazione" e riflessione,ecco come lo descrive il sito dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane:
"Il dieci del mese di Tishrì cade lo Yom Kippur, giorno considerato come il più sacro e solenne del calendario ebraico.
E' un giorno totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza e vuole l'ebreo consapevole dei propri peccati, chiedere perdono al Signore. E' il giorno in cui secondo la tradizione Dio suggella il suo giudizio verso il singolo. Se tutti i primi dieci giorni di questo mese sono caratterizzati dall'introspezione e dalla preghiera, questo è un giorno di afflizione, infatti in Levitico 23:32 è scritto "voi affliggerete le vostre persone". E' un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento e ci si dedica solo al raccoglimento e alla preghiera; il digiuno che affligge il corpo ha lo scopo di rendere la mente libera da pensieri e di indicare la strada della meditazione e della preghiera.
Prima di Kippur si devono essere saldati i debiti morali e materiali che si hanno verso gli altri uomini. Si deve chiedere personalmente perdono a coloro che si è offesi: a Dio per le trasgressioni compiute verso di Lui, mentre quelle compiute verso gli altri uomini vanno personalmente risarcite e sanate.
Ci si deve avvicinare a questo giorno con animo sereno e fiduciosi che la richiesta di essere iscritti da Dio nel "Libro della vita", sarà esaudita. La purezza con cui ci si avvicina a questa giornata da alcuni è sottolineata dall'uso di vestire di bianco.
E' chiamato anche "Sabato dei sabati", ed è l'unico tra i digiuni a non essere posticipato se cade di sabato.
Kippur è forse la più sentita tra le ricorrenze e anche gli ebrei meno osservanti in questo giorno sentono con più forza il loro legame con l'ebraismo. Un tempo, gli ebrei più lontani venivano detti "ebrei del Kippur" perché si avvicinavano all'ebraismo solo in questo giorno.
L'assunzione della responsabilità collettiva è un altra delle caratteristiche di questo giorno: in uno dei passi più importanti della liturgia si chiede perdono dicendo "abbiamo peccato, abbiamo trasgredito....". La liturgia è molto particolare e inizia con la commovente preghiera di Kol Nidrè, nella quale si chiede che vengano sciolti tutti i voti e le promesse che non possono essere state mantenute durante l'anno.
Questa lunga giornata di 25 ore viene conclusa dal suono dello Shofàr, il corno di montone, che invita di nuovo al raccoglimento, e subito dopo dalla cerimonia di "separazione" dalla giornata con cui si inizia il giorno comune.."

Comunitando
www.livornoebraica.org
( a cura di Gadi Polacco)

DISCORSO PER NEILA' DI KIPPUR 5714 (1953)

 "Appunti per il discorso nell'approssimarsi della Neilà "Chippur 5714" (1953)
Tempio di Ferrara - Rav Bruno G. Polacco (z.l.), poi Rabbino Capo a Livorno dove scomparve nel 1967
http://ravpolacco.blogspot.it/2016/10/discorso-per-neila-di-kippur-5714-1953.html

venerdì 7 settembre 2018

UN CAPODANNO EBRAICO NEL RICORDO DI LIVORNO COLPITA DALL'ALLUVIONE E DELLE SUE VITTIME

Il primo anniversario della tragica alluvione  che ha colpito Livorno troverà l'ebraismo livornese intento a celebrare le solenni liturgie del nuovo anno ebraico 5779.

Tra gli auspici positivi che accompagnano le preghiere in questa particolare occasione,anche nella cena rituale che si tiene nelle case, non potrà non esservi anche quello di un ritorno alla normalità per quanti,ancora, subiscono i danni di quell'infausta giornata del 2017 quando, in segno di lutto per le vittime, venne annullata la programmazione della Giornata Europea della Cultura Ebraica.

E' un periodo profondo e intenso, per l'ebraismo, quello che inizia con Rosh Hashanà (il Capodanno) per concludersi con la festa di Succoth, passando tramite il giorno del Kippur (digiuno) : è uso, particolarmente in questi giorni, ricordare coloro che non sono più tra noi e , prendendo in prestito le parole di un grande Rabbino livornese del passato, Samuele Colombo,  sia di consolazione questa sua riflessione : "la morte, per l'Ebraismo, è un sonno e un riposo, un'ascensione dell'anima in regione superiore, è un'accoglienza che Iddio fa alla creatura mortale, è un riunirsi d'essa creatura ai propri parenti, anche se morti e seppelliti in paesi diversi e lontani, è un tornare al Cielo, è un legarsi sempre più al vincolo naturale della vita"

Nel ricordare ciascuno i propri cari,un pensiero andrà certamente anche alle vittime dei tragici eventi che or è un anno colpirono la città : sia il loro ricordo per benedizione.

Gadi Polacco

COMUNITANDO

www.livorbnoebraica.org


ROSH HASHANA', IL CAPODANNO EBRAICO (inizio 9/9 sera, termine 11/9 sera)

Rosh Ha-Shanah, il capodanno ebraico, cade i primi due giorni del mese di Tishrì ed è il capo d'anno per la numerazione degli anni, per il computo dei giubilei e per la validità dei documenti.

Ha un carattere e un'atmosfera assai diversi da quella normalmente vigente nel capo d'anno "civile" in Italia. Infatti è considerato giorno di riflessione, di introspezione, di auto esame e di rinnovamento spirituale. E' il giorno in cui, secondo la tradizione, il Signore esamina tutti gli uomini e tiene conto delle azioni buone o malvagie che hanno compiuto nel corso dell'anno precedente. Nel Talmud infatti è scritto "A Rosh Ha-Shanah tutte le creature sono esaminate davanti al Signore". Non a caso tale giorno nella tradizione ebraica è chiamato anche "Yom Ha Din", il giorno del giudizio. Il giudizio divino verrà sigillato nel giorno di Kippur, il giorno dell'espiazione. Tra queste due date corrono sette giorni che sommati ai due di Rosh Ha-Shanà e a quello di Kippur vengono detti i "dieci giorni penitenziali".

Rosh Ha-Shanah riguarda il singolo individuo, il rapporto che ha con il suo prossimo e con Dio, le sue intenzioni di miglioramento.

Nella Torà, (Levitico 23:23,24) il primo giorno del mese di Tishrì è designato come "giorno di astensione dal lavoro, ricordo del suono, sacra convocazione", e nuovamente in Numeri (29:1,6) è ripetuto che è "un giorno di suono strepitoso": un altro dei nomi di questa festa è "Yom Teru'a", giorno del suono dello Shofar, il grande corno. In ottemperanza al comando biblico in questo giorno viene suonato lo Shofar, simbolo del richiamo all'uomo verso il Signore. Questo suono serve a suscitare una rinascita spirituale e a portare verso la teshuvà, il pentimento, il ritorno verso la giusta via. Lo Shofar, oltre a chiamare a raduno, ricorda l'episodio biblico del "sacrificio" di Isacco, sacrificio in realtà mai avvenuto in quanto fu sacrificato un montone al posto del ragazzo. Il corno deve essere di un animale ovino o caprino in ricordo di questo episodio. Inoltre lo shofar ricorda il dono della Torà nel Sinai che era accompagnato da questo suono e allude anche al Grande Shofar citato in Isaia (27:13) "E in quel giorno suonerà un grande shofar", annunciatore dei tempi messianici.

I suoni che vengono emessi da questo strumento sono di diverso tipo: note brevi, lunghe e interrotte; secondo una interpretazione esse sono emesse in onore dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe.

Rosh Ha-Shanah è chiamato anche Giorno del Ricordo, infatti la tradizione vuole che Dio proprio in questa data abbia finito la Sua opera di creazione e sarebbe stato creato Adamo, il primo uomo.

Un uso legato a questa giornata vede l'ebreo recarsi verso un corso d'acqua o verso il mare e lì recitare delle preghiere e svuotarsi le tasche, atto che rappresenta simbolicamente il disfarsi delle colpe commesse e un impegno simbolico a rigettare ogni cattivo comportamento, come scritto nel libro biblico di Michà : "Getterai i nostri peccati nelle profondità del mare" ( a Livorno è tradizione svolgere questa cerimonia presso il pozzo della Ieshivà Marini, oggi sede del museo ebriaico NDR)

Gli ebrei azkenaziti in questo giorno vestono di bianco, simbolo di purezza e rinnovamento spirituale. Anche i rotoli della Torà e l'Arca vengono vestiti di questo colore. Quest'usanza può essere ricondotta al verso di Isaia (1:18) in cui è scritto: "quand'anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diverranno bianchi come la neve".

A Rosh Ha-Shanah si usa mangiare cibi il cui nome o la cui dolcezza possa essere ben augurante per l'anno a venire. Il pane tipico della festa assume una forma rotonda, a simbolo della corona di Dio e anche della ciclicità dell'anno. Con l'augurio che l'anno nuovo sia dolce, si usa mangiare uno spicchio di mela intinta nel miele (la tradizione livornese prevede l'assaggio di alcuni cibi che richiamano , nella sostanza o nella radice grammaticale,alcuni versi di buon augurio NDR). Si usa anche piantare dei semini di grano e di granturco che germoglieranno in questo periodo, in segno di prosperità.