LO SGUARDO LUNGO

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mercoledì 12 dicembre 2018

martedì 11 dicembre 2018

AUGURI PER LE FESTIVITA' E AUGURI SOLIDALI AGLI AMICI CRISTIANI CHE VEDONO TROPPO SPESSO STRUMENTALIZZATI O "SCIPPATI" I PROPRI SIMBOLI

Nel rinnovare gli auguri per le varie festività in arrivo,anche a gennaio, un pensiero particolare e solidale agli amici cristiani che vedono,ancora e  troppo spesso, i propri simboli religiosi strumentalizzati ,quando non

"scippati" , dalla politica .

E allora mi sia permesso ricordare, imbattendomi spesso in articoli o post sui social scorretti, alcune cose riguardo del presepe :

- non è non può essere ambientato in "Palestina". Questa denominazione dell'area si deve infatti ad Adriano, circa 135 anni dopo la collocazione temporale della narrazione del presepe,personaggio peraltro che rimane nella storia come uno dei  più antisemiti e sanguinari. Comunque la si pensi circa la situazione politica nell'area, Palestina e palestinesi non c'entrano niente con quanto rappresentato dal presepe;

- non ci combinano niente nemmeno gli "arabi", con quell'ambientazione, in quanto questi in zona ci arrivarono verso l'anno 638.....;

- indipendentemente dalle posizioni politiche circa le odierne tematiche legate all'immigrazione, anche parlare di  "profughi" appare francamente una forzatura (per quanto i sostenitori di questa tesi si appoggino sulla questione della fuga in Egitto).

Auguri quindi a tutti i vari credenti, a ciascuno secondo il suo, e buone cose anche a chi non crede : tutti uniti, almeno questo è il mio auspicio, nel rispetto della storia.....

Gadi Polacco

martedì 18 settembre 2018

DA QUESTA SERA A DOMANI SERA IL MONDO EBRAICO OSSERVA IL SOLENNE GIORNO DEL KIPPUR 5779

DA QUESTA SERA  IL MONDO EBRAICO OSSERVA IL SOLENNE GIORNO DEL KIPPUR 5779

Dopo il recente Capodanno che ha introdotto l'anno 5779 del calendario ebraico (lunare) ecco approssimarsi il solenne giorno del Kippur .
Giorno di "espiazione" e riflessione,ecco come lo descrive il sito dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane:
"Il dieci del mese di Tishrì cade lo Yom Kippur, giorno considerato come il più sacro e solenne del calendario ebraico.
E' un giorno totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza e vuole l'ebreo consapevole dei propri peccati, chiedere perdono al Signore. E' il giorno in cui secondo la tradizione Dio suggella il suo giudizio verso il singolo. Se tutti i primi dieci giorni di questo mese sono caratterizzati dall'introspezione e dalla preghiera, questo è un giorno di afflizione, infatti in Levitico 23:32 è scritto "voi affliggerete le vostre persone". E' un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento e ci si dedica solo al raccoglimento e alla preghiera; il digiuno che affligge il corpo ha lo scopo di rendere la mente libera da pensieri e di indicare la strada della meditazione e della preghiera.
Prima di Kippur si devono essere saldati i debiti morali e materiali che si hanno verso gli altri uomini. Si deve chiedere personalmente perdono a coloro che si è offesi: a Dio per le trasgressioni compiute verso di Lui, mentre quelle compiute verso gli altri uomini vanno personalmente risarcite e sanate.
Ci si deve avvicinare a questo giorno con animo sereno e fiduciosi che la richiesta di essere iscritti da Dio nel "Libro della vita", sarà esaudita. La purezza con cui ci si avvicina a questa giornata da alcuni è sottolineata dall'uso di vestire di bianco.
E' chiamato anche "Sabato dei sabati", ed è l'unico tra i digiuni a non essere posticipato se cade di sabato.
Kippur è forse la più sentita tra le ricorrenze e anche gli ebrei meno osservanti in questo giorno sentono con più forza il loro legame con l'ebraismo. Un tempo, gli ebrei più lontani venivano detti "ebrei del Kippur" perché si avvicinavano all'ebraismo solo in questo giorno.
L'assunzione della responsabilità collettiva è un altra delle caratteristiche di questo giorno: in uno dei passi più importanti della liturgia si chiede perdono dicendo "abbiamo peccato, abbiamo trasgredito....". La liturgia è molto particolare e inizia con la commovente preghiera di Kol Nidrè, nella quale si chiede che vengano sciolti tutti i voti e le promesse che non possono essere state mantenute durante l'anno.
Questa lunga giornata di 25 ore viene conclusa dal suono dello Shofàr, il corno di montone, che invita di nuovo al raccoglimento, e subito dopo dalla cerimonia di "separazione" dalla giornata con cui si inizia il giorno comune.."

Comunitando
www.livornoebraica.org
( a cura di Gadi Polacco)

DISCORSO PER NEILA' DI KIPPUR 5714 (1953)

 "Appunti per il discorso nell'approssimarsi della Neilà "Chippur 5714" (1953)
Tempio di Ferrara - Rav Bruno G. Polacco (z.l.), poi Rabbino Capo a Livorno dove scomparve nel 1967
http://ravpolacco.blogspot.it/2016/10/discorso-per-neila-di-kippur-5714-1953.html

venerdì 7 settembre 2018

UN CAPODANNO EBRAICO NEL RICORDO DI LIVORNO COLPITA DALL'ALLUVIONE E DELLE SUE VITTIME

Il primo anniversario della tragica alluvione  che ha colpito Livorno troverà l'ebraismo livornese intento a celebrare le solenni liturgie del nuovo anno ebraico 5779.

Tra gli auspici positivi che accompagnano le preghiere in questa particolare occasione,anche nella cena rituale che si tiene nelle case, non potrà non esservi anche quello di un ritorno alla normalità per quanti,ancora, subiscono i danni di quell'infausta giornata del 2017 quando, in segno di lutto per le vittime, venne annullata la programmazione della Giornata Europea della Cultura Ebraica.

E' un periodo profondo e intenso, per l'ebraismo, quello che inizia con Rosh Hashanà (il Capodanno) per concludersi con la festa di Succoth, passando tramite il giorno del Kippur (digiuno) : è uso, particolarmente in questi giorni, ricordare coloro che non sono più tra noi e , prendendo in prestito le parole di un grande Rabbino livornese del passato, Samuele Colombo,  sia di consolazione questa sua riflessione : "la morte, per l'Ebraismo, è un sonno e un riposo, un'ascensione dell'anima in regione superiore, è un'accoglienza che Iddio fa alla creatura mortale, è un riunirsi d'essa creatura ai propri parenti, anche se morti e seppelliti in paesi diversi e lontani, è un tornare al Cielo, è un legarsi sempre più al vincolo naturale della vita"

Nel ricordare ciascuno i propri cari,un pensiero andrà certamente anche alle vittime dei tragici eventi che or è un anno colpirono la città : sia il loro ricordo per benedizione.

Gadi Polacco

COMUNITANDO

www.livorbnoebraica.org


ROSH HASHANA', IL CAPODANNO EBRAICO (inizio 9/9 sera, termine 11/9 sera)

Rosh Ha-Shanah, il capodanno ebraico, cade i primi due giorni del mese di Tishrì ed è il capo d'anno per la numerazione degli anni, per il computo dei giubilei e per la validità dei documenti.

Ha un carattere e un'atmosfera assai diversi da quella normalmente vigente nel capo d'anno "civile" in Italia. Infatti è considerato giorno di riflessione, di introspezione, di auto esame e di rinnovamento spirituale. E' il giorno in cui, secondo la tradizione, il Signore esamina tutti gli uomini e tiene conto delle azioni buone o malvagie che hanno compiuto nel corso dell'anno precedente. Nel Talmud infatti è scritto "A Rosh Ha-Shanah tutte le creature sono esaminate davanti al Signore". Non a caso tale giorno nella tradizione ebraica è chiamato anche "Yom Ha Din", il giorno del giudizio. Il giudizio divino verrà sigillato nel giorno di Kippur, il giorno dell'espiazione. Tra queste due date corrono sette giorni che sommati ai due di Rosh Ha-Shanà e a quello di Kippur vengono detti i "dieci giorni penitenziali".

Rosh Ha-Shanah riguarda il singolo individuo, il rapporto che ha con il suo prossimo e con Dio, le sue intenzioni di miglioramento.

Nella Torà, (Levitico 23:23,24) il primo giorno del mese di Tishrì è designato come "giorno di astensione dal lavoro, ricordo del suono, sacra convocazione", e nuovamente in Numeri (29:1,6) è ripetuto che è "un giorno di suono strepitoso": un altro dei nomi di questa festa è "Yom Teru'a", giorno del suono dello Shofar, il grande corno. In ottemperanza al comando biblico in questo giorno viene suonato lo Shofar, simbolo del richiamo all'uomo verso il Signore. Questo suono serve a suscitare una rinascita spirituale e a portare verso la teshuvà, il pentimento, il ritorno verso la giusta via. Lo Shofar, oltre a chiamare a raduno, ricorda l'episodio biblico del "sacrificio" di Isacco, sacrificio in realtà mai avvenuto in quanto fu sacrificato un montone al posto del ragazzo. Il corno deve essere di un animale ovino o caprino in ricordo di questo episodio. Inoltre lo shofar ricorda il dono della Torà nel Sinai che era accompagnato da questo suono e allude anche al Grande Shofar citato in Isaia (27:13) "E in quel giorno suonerà un grande shofar", annunciatore dei tempi messianici.

I suoni che vengono emessi da questo strumento sono di diverso tipo: note brevi, lunghe e interrotte; secondo una interpretazione esse sono emesse in onore dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe.

Rosh Ha-Shanah è chiamato anche Giorno del Ricordo, infatti la tradizione vuole che Dio proprio in questa data abbia finito la Sua opera di creazione e sarebbe stato creato Adamo, il primo uomo.

Un uso legato a questa giornata vede l'ebreo recarsi verso un corso d'acqua o verso il mare e lì recitare delle preghiere e svuotarsi le tasche, atto che rappresenta simbolicamente il disfarsi delle colpe commesse e un impegno simbolico a rigettare ogni cattivo comportamento, come scritto nel libro biblico di Michà : "Getterai i nostri peccati nelle profondità del mare" ( a Livorno è tradizione svolgere questa cerimonia presso il pozzo della Ieshivà Marini, oggi sede del museo ebriaico NDR)

Gli ebrei azkenaziti in questo giorno vestono di bianco, simbolo di purezza e rinnovamento spirituale. Anche i rotoli della Torà e l'Arca vengono vestiti di questo colore. Quest'usanza può essere ricondotta al verso di Isaia (1:18) in cui è scritto: "quand'anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diverranno bianchi come la neve".

A Rosh Ha-Shanah si usa mangiare cibi il cui nome o la cui dolcezza possa essere ben augurante per l'anno a venire. Il pane tipico della festa assume una forma rotonda, a simbolo della corona di Dio e anche della ciclicità dell'anno. Con l'augurio che l'anno nuovo sia dolce, si usa mangiare uno spicchio di mela intinta nel miele (la tradizione livornese prevede l'assaggio di alcuni cibi che richiamano , nella sostanza o nella radice grammaticale,alcuni versi di buon augurio NDR). Si usa anche piantare dei semini di grano e di granturco che germoglieranno in questo periodo, in segno di prosperità.

giovedì 14 giugno 2018

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Heather Durnell

giovedì 29 marzo 2018

Buone Pasque ai vari credenti e ottime cose, ovviamente, a tutti.

L'intreccio dei vari calendari propone quest'anno l'incontro tra Pesach, la Pasqua Ebraica che avrà inizio la sera del 30 marzo protraendosi per otto giorni, e la Pasqua cristiana con, a seguire, quella ortodossa.

A tutti i vari credenti gli auguri di COMUNITANDO-www.livornoebraica.org (a cura di Gadi Polacco) :  a tutti gli altri, comunque, ottime cose!


"Pesach non soltanto vuol dire passaggio di Dio e passaggio degli Ebrei, ma vuol dire passaggio in genere, da un luogo ad un altro, da un punto allʼaltro dello spazio come da un momento allʼaltro nel tempo, da un moto allʼaltro dellʼanima, da una concezione allʼaltra della vita, da una conquista allʼaltra nel campo del vero, da un vero ad un altro vero, da un bene ad un altro bene, da un progresso ad un altro progresso, da una elevazione ad altra elevazione nelle altezze più eccelse del nostro Reale che aspira e vuole avvicinarsi a un più alto ideale! Questo è il significato, in tutta la sua pienezza e precisione, delle parole che annunziano la Pasqua o il passaggio di Dio!"

Rabbino Prof. Samuele Colombo ( 1868-1923)

Si ringrazia il Dr. Ariel Viterbo per la segnalazione


SCHEDA : la festa di Pesach

http://ucei.it/festivita-ebraiche/pesach/


RICETTE : CHAROSET* E NON SOLO
Pesach si avvicina e ripropongo quindi il "charoset di Nella",z.l., ormai noto anche come "di Mario"...
In verità è secondo come veniva,spero avvenga ancora,fatto a Ferrara. Non è facile dare (coloro che cucinano ben lo sanno) delle esatte quantità e quindi prendete le indicazioni che seguono appunto come indicative per un risultato che dovrebbe ben bastare per 4-5 persone:
5 mele (consigliate le renette)
1 kg di noci che ovviamente andranno sgusciate
1 kg scarso di prugne ,ovviamente da snocciolare
2/3 cucchiai di zucchero o quanto riterrete assaggiando "in itinere"
30 gr pinoli (se ritenete).
La frutta dev'essere macinata, ben amalgamata (il consiglio è di non macinarla un tipo alla volta ma mischiare i pezzi), messa poi a cuocere a fuoco basso aggiungendo,gradatamente affinchè il tutto non si attacchi al fondo,vino rosso : ovviamente ben mescolare sino al raggiungimento di idonea consistenza.

ALTRA PROPOSTA, CHAROSET TIPICO DI LIVORNO, ALMENO A SUO TEMPO:

Livorno
Orden
De hazer el Arosset
Tomaran mansanas, o peras cozidas en agua:auellanas, o almendras: castanas piladas, o nuezes: higos, o passas: y despues de cozido, molerloan mucho, y destemplarloan con vinagre de vino el mas fuerte que hallaren. Y despues mesclarlean un poco de polvo de ladrillo, por memoria de los ladrillos que nuestros padres hizieron en Egipto. Y para se comer, se echa un poco de polvo de canela por en sima.Y queriendo poner mas de otras frutas y espesias dentro del cozimiento, lo pueden azer.

Dela Hagadah de Pesah.Ordinado y Imprimido a requisicion y despeza de
David de Iacob Valencin, Livorno nella stamperia de Gio. Vincenzo Bonfigli per gli eredi del Minaschi, anno 5414, (1654)

*http://www.mosaico-cem.it/vita-ebraica/cucina-e-kasherut/una-torta-con-tutta-la-dolcezza-di-pesach

LE SCODELLINE

Ripresa da un blog di ricette di Ornella Levi Cabib (alla quale si deve un prezioso lavoro di raccolta e divulgazione ,dolce importato dagli ebrei spagnoli) - Per 10 porzioni - In un recipiente si porta a ebollizione un dito di bicchiere d'acqua con gr. 150 di zucchero e vi si aggiunge gr. 150 di mandorle spellate e finemente tritate. Intanto si sbattono a lungo 7 rossi d'uovo. Quando le uova saranno ben amalgamate e leggermente indurite si unisce a poco a poco al composto delle mandorle, avendo cura di togliere il recipiente dal fuoco, e la buccia grattata di mezzo limone. Si rimette a cuocere a fuoco bassissimo sempre mescolando, fino a giusta consistenza. Con questa crema si riempiono delle piccole tazze (come quelle turche, senza manico, altrimenti le tazzine da caffè) e si spolverizzano con la cannella.